
È una vicenda piuttosto misteriosa, quella raccontata oggi dal quindicinale del sindacato Unia, Area.
Riguarda una sedicente società di Locarno, la Dreamhouseti, che afferma di essere una ditta di ristrutturazioni e che secondo le informazioni trovabili su internet farebbe capo a tali Braulio Carvalho e Cristina Bacciarini.
Quest'ultima risulta tra l'altro risiedere allo stesso indirizzo indicato dall'azienda quale sede, in via Serafino Balestra a Locarno. Di più non è possibile saperne, dato che la società non è iscritta a registro di commercio.
Ebbene, da alcuni mesi a questa parte la Dreamhouseti sta pubblicando su vari siti internet - come per esempio su tutti.ch - degli annunci di lavoro per cercare professionisti dell'edilizia da impiegare in vari cantieri in Ticino, ma anche nel resto della Svizzera.
Ovviamente i curriculum arrivano a frotte, soprattutto dalla vicina Italia. Sulla propria pagina Facebook la Dreamhouseti afferma di ricevere addirittura tra 200 e 300 mail al giorno di persone interessate.
Tra questi candidati, alcuni sono stati chiamati in Ticino, dove è stato fatto loro firmare un contratto di lavoro, con paghe decisamente allettanti, in cambio di un anticipo di 150 franchi per l'ottenimento del permesso B.
Il problema, spiega Area, è che nessuno di questi professionisti dell'edilizia è poi mai riuscito a vedere un centesimo.
Alcuni di loro, come per esempio è il caso di un 53enne di Piacenza trasferitosi a inizio settembre in riva al Verbano dopo aver firmato un contratto da 6'462 franchi al mese con la Dreamhouseti, hanno anche lavorato.
"Mi sono occupato di preparare, dalla mia abitazione, una presentazione della ditta, creando un logo, biglietti da visita, carta intestata e biglietti mail" racconta. "Poi mi sono occupato della stesura del computo e del preventivo per la costruzione di alcune casette a Verscio, poi di un preventivo per una ristrutturazione a Taverne e infine di un progetto per un'altra villetta, con relativo computo e preventivo."
Il 53enne piacentino lavorava sempre dalla sua casa locarnese, dato che la Dreamhouseti non ha una sede. Quando doveva incontrare Carvalho e Bacciarini, questi lo invitavano sempre al bar o a casa loro.
Fatto sta che passava il tempo, due mesi, e il 53enne continuava a non vedere un centesimo per il suo lavoro. "C'era sempre una scusa, il versamento veniva rimandato al giorno o alla settimana successiva" afferma.
Alla fine il 53enne si è reso conto di essere stato preso in giro e si è rivolto al sindacato Unia: "Sono stato fregato e non capisco neanche il perché."
Come lui, altre persone sono cadute nella medesima trappola. Area scrive che al momento i casi pendenti presso la procura di Locarno sono tre, tutti segnalati dal sindacalista Unia Daniele Marandola.
Resta però il mistero sui motivi che spingono Carvalho e Bacciarini a comportarsi in questo modo. I 150 franchi di anticipo per il permesso B sembrano una cifra troppo irrisoria per giustificare un marchingegno simile.
Area ha provato più volte a contattare i titolari della Dreamhouseti, ma sempre invano. Anche noi ci abbiamo provato, ma il numero di telefono indicato sulla pagina internet della ditta risulta inattivo.
Secondo Area si tratta di un esempio lampante dell'inutilità di aumentare i controlli sui lavoratori, come per esempio chiedendo loro l'estratto del casellario giudiziale, se poi nessuno si preoccupa di controllare i datori di lavoro.
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