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Ticino
Truffa, droga e non solo: espulso un italiano
Truffa, droga e non solo: espulso un italiano
Truffa, droga e non solo: espulso un italiano
Redazione
9 anni fa
Il TF ha dato ragione alle autorità ticinesi. Troppi i reati a carico del 51enne, che viveva in Svizzera da decenni

Dovrà definitivamente lasciare il Ticino e la Svizzera un cittadino italiano al quale la Sezione della popolazione aveva revocato il permesso di dimora nel settembre del 2013. Questo provvedimento è stato confermato su ricorso dal Consiglio di Stato, l'11 giugno 2014, e dal Tribunale cantonale amministrativo, pronunciatosi al riguardo con sentenza del 19 maggio 2015. L'uomo, che ha alle spalle una travagliata vita sentimentale e una fedina penale decisamente corposa, si è quindi rivolto al Tribunale federale nel luglio del 2015.

L'oggi 51enne cittadino italiano aveva dapprima sposato una cittadina svizzera nel 1993, ottenendo un permesso di di dimora e cinque anni dopo un permesso di domicilio. La coppia ha anche avuto una figlia ma ha divorziato pochi anni dopo. L'uomo si è risposato nel 2005 con una cittadina slovacca, con la quale ha avuto un figlio. Dopo un periodo trascorso in Italia, la famiglia è tornata in Svizzera nel luglio del 2008 e l'uomo ha ottenuto, dopo avere rilasciato un'autocertificazione attestante che non era stato condannato e che non aveva procedimenti penali pendenti, un permesso di dimora. Entrambe affermazioni false, come è emerso in seguito. La coppia si è poi separata nel 2013 e dall'anno successivo il cittadino convive con una 33enne cittadina senegalese con cui ha avuto una figlia.

Durante il suo soggiorno in Ticino l'uomo ha interessato le autorità giudiziarie penali e amministrative svizzere in diverse occasioni. Nel 1997 è stato condannato per circolazione in stato di ebrietà alla pena detentiva di 10 giorni, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni, nel 2002 è stato condannato alla pena detentiva di 6 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e alla revoca del benefico della sospensione condizionale concessa nel 1997, per infrazione e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. Il 51enne aveva infatti venduto 44 g di cocaina a giovani clienti del bar di cui era proprietario e direttore.

Nell'agosto del 2002 è stato ammonito dall'allora Sezione dei permessi e dell'immigrazione e, dopo essere stato tratto in arresto dal 10 ottobre 2005 al 27 aprile 2006, nel gennaio del 2012 è stato condannato dal Tribunale penale federale alla pena detentiva di 2 anni e 6 mesi, sospesa parzialmente per un periodo di prova di 2 anni per complicità in truffa, infrazione aggravata e infrazione alla LStup (in particolare per l'acquisto di 14 kg di canapa, parte della quale è stata poi venduta). Infine, nel giugno del 2012 è stato condannato alla pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere di 30 franchi ciascuna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni, per favoreggiamento.

Preso atto di questi fatti e dopo avergli dato la possibilità di cambiare registro, la Sezione della popolazione gli ha revocato il permesso di dimora e ha fissato un termine per lasciare la Svizzera.

Vano, dicevamo, il ricorso al Tribunale federale. I giudici losannesi hanno infatti rilevato che la condanna ad una pena di 2 anni e 6 mesi rappresenta un motivo valido per revocare  il suo permesso di dimora in base al diritto interno, mentre il suo comportamento personale tenuto dopo i fatti per i quali è stato condannato (comportamento ineccepibile da anni, attività lavorativa stabile, versamento degli alimenti ai tre figli) sono di rilevanza minore. Il ricorso è stato quindi respinto, con sentenza pubblicata oggi: il 51enne italiano dovrà pagare le spese giudiziare e lasciare la Confederazione.

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