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Ticino
Truffa da un miliardo: luganesi a processo
Redazione
13 anni fa
Alla sbarra a Firenze il titolare di una grossa fiduciaria e un avvocato: avrebbero preso parte a una truffa da 860 milioni di euro

È una truffa da 860 milioni di euro ai danni del sistema sanitario italiano, quella di cui devono rispondere 12 imputati al processo in corso in questi giorni a Firenze. E tra questi 12 imputati, il Ticino è molto ben rappresentato. Un ruolo chiave nella truffa l'avrebbe infatti avuto il titolare di una grossa fiduciaria di Lugano, il quale avrebbe riciclato i proventi ottenuti grazie alla lievitazione fittizia dei prezzi dei farmaci. Il ministero della Salute, diverse Asl e Regioni si sono costituite tra le 130 parti civili che chiedono dei risarcimenti. Ieri, però, il processo ha visto uscire di scena il principale imputato, Alberto Sergio Aleotti, patron della Menarini, importante casa farmaceutica con sede a Firenze. Aleotti, 90enne, è stato giudicato incapace di sostenere il processo a causa dell'età avanzata e delle sue condizioni di salute. Restano sul banco degli imputati i suoi tre figli Alberto, Lucia e Giovanni. Oltre, come detto, ai ticinesi. Il titolare della fiduciaria è stato sentito ieri. Avrebbe riferito di numerose persone che si sono rivolte a lui in cerca di "risparmi di imposta" a avrebbe confermato che Aleotti figurava tra i suoi clienti. Un altro ticinese, un avvocato d'affari della piazza luganese, sarà invece interrogato nell'udienza del 18 aprile. Anche lui dovrà rispondere di riciclaggio. Sulla lista degli imputati figurano pure altri due ticinesi. Non è dato sapere quando saranno interrogati.

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