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Ticino
Truffa da 10 milioni, tre indagati
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Redazione
3 anni fa
Tre uomini sono sospettati di aver raggirato centinaia di clienti, promettendo lauti guadagni nella compravendita di oro.

Una presunta maxitruffa da almeno 10 milioni di franchi che avrebbe coinvolto oltre un centinaio di potenziali vittime. È l'inchiesta che riguarda tre cittadini svizzeri, residenti nel Luganese e nel Bellinzonese, accusati di aver promesso lauti guadagani nella compravendita di oro. Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino i reati ipotizzati nei loro confronti sono quelli di truffa aggravata poiché commessa per mestiere, appropriazione indebita, amministrazione infedele ed esercizio abusivo della professione di fiduciario. Numerose le denunce pervenute dal Ticino e dalla Svizzera. A coordinare l'inchiesta è il procuratore pubblico Daniele Galliano.

Una vicenda emersa da una sentenza

La vicenda è emersa da una decisione della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale relativa al caso. In particolare il Dipartimento federale delle finanze ha chiesto e ottenuto che a carico di due imputati il Ministero pubblico ticinese assumesse ed esplorasse anche l'ipotesi di reato di accettazione indebita di depositi del pubblici ai sensi della legge sulle banche.

Cosa si sa finora

I fatti, precisa il giornale, hanno preso il loro avvio avvio 12 anni fa e presso il Ministero pubblico ticinese è pendente un grande e complesso procedimento penale che data 2018. "Dello stesso fanno parte ulteriori 8 incarti che sono stati riuniti e che compongono un'inchiesta particolarmente complessa e voluminosa", precisa la Procura al giornale di Muzzano. I fatti non sono ancora stati interamente chiariti e gli inquirenti necessitano verosimilmente di presentare delle rogatorie all’estero per tentare di ricostruire nella maniera più precisa possibile quanto accaduto. È inoltre in corso una complicata ricostruzione finanziaria da parte della Polizia giudiziaria – Sezione Reati Economici Finanziari, precisa la Procura. Il rinvio a giudizio non sembra dunque imminente anche se l'inchiesta ha subito un'accelerata negli ultimi mesi.