
I proventi illeciti di un maxi truffa ai danni di numerose ditte del settore alimentare della provincia di Asti sarebbero finiti su un conto aperto in un istituto di credito di Lugano. Come riferisce il Corriere del Ticino il ministero pubblico del capoluogo piemontese Donatella Masia ha inoltrato negli scorsi giorni una rogatoria alle autorità elvetiche dopo la scoperta che il presunto autore della truffa, un commerciante arrestato lo scorso giugno, aveva un conto aperto sulle rive del Ceresio.
L'uomo, un 32enne originario della Calabria, avrebbe messo in piedi un'associazione per delinquere finalizzata a taglieggiare aziende del settore alimentare. Aiutato da alcuni complici, a loro volta finiti agli arresti domiciliari, il commerciante avrebbe garantito a fornitori l'acquisto di importanti prodotti entro 60-90 giorni. Cosa che effettivamente avveniva nei primi scambi, ma al terzo o quarto ordinativo, per un importo che si aggira attorno ai 10-20mila euro, il conto non veniva saldato e i truffatori sparivano dalla circolazione. La merce nel frattempo veniva rivenduta a prezzi concorrenziali a titolari di supermercati in Piemonte e Sardegna.
Il "tesoretto" di tale raggiro, sarebbe appunto finito in una banca luganese. Circostanza sulla quale ora gli investigatori intendono fare luce.
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