
Una donna è stata trovata morta ieri sera attorno alle 22 in uno stabile in Via Monte Ceneri a Cadenazzo. In una nota inviata in redazione il Municipio conferma di aver "appreso di un decesso avvenuto all’interno dello stabile da privati cittadini e non in via ufficiale". Le generalità della persona defunta non sono attualmente note e le modalità del decesso sono al vaglio delle competenti autorità.
La vittima sarebbe legata agli ambienti a luci rosse, ma a questo riguardo il Municipio osserva che "al momento attuale non vi è una conferma sull’effettivo svolgimento o meno dell’attività di prostituzione della persona deceduta".
Non è mancata neppure una polemica tra l'amministrazione dello stabile e il Municipio, cui è stata rimproverata un'eccessiva tolleranza dell’esercizio delle prostituzione nello stabile nonché un certo immobilismo. Accuse che il Municipio ha rimandato al mittente spiegando di essersi mosso "per contrastarlo all’interno della zona residenziale". In tal senso, si legge nella nota, "già nel 2014, si è avviata la procedura per la modifica alle norme di Piano regolatore, con l’introduzione della definizione di molestia e delle attività ammesse nella zona edificabile". Tale procedura, lo ricordiamo, è stato oggetto di ricorsi.
"La sentenza del 14 dicembre 2018 del Tribunale cantonale amministrativo, cresciuta in giudicato in primavera 2019, ha confermato la validità della norma - si legge nella nota dell'Esecutivo - Si dispone pertanto solo oggi di una base legale che permetta di intervenire in caso di comprovato esercizio della prostituzione in edifici situati in zona residenziale".
"In ogni caso le segnalazioni già trasmesse al Municipio hanno permesso, nel frattempo, di dare avvio alle procedure di verifica per comprovare formalmente l’esercizio della prostituzione e per poter in seguito intervenire per il rispetto della nuova norma di Piano regolatore; tutto ciò in collaborazione con i preposti servizi di Polizia".
(Foto d'archivio)
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