
Come riassorbire la disoccupazione? I Verdi tornano alla carica oggi tramite una nuova iniziativa parlamentare (prima firmataria Michela Delcò Petralli, nella foto), con la quale viene ribadita la richiesta di rendere obbligatoria la notifica dei posti vacanti alla Sezione del lavoro, già contenuta, assieme ad altre proposte, nell’iniziativa parlamentare per la modifica della L-rilocc presentata nella forma elaborata dalla sottoscritta per il Gruppo dei Verdi il 17 ottobre 2011, non ancora evasa dalla Commissione delle gestione.
Nel suo messaggio del 6 febbraio 2013, il Consiglio di Stato definiva la suddetta iniziativa „una risposta inadeguata“ ed invitava a respingerla, pur affermando di condividere “ la preoccupazione di fondo di questa iniziativa volta a favorire l’occupazione della popolazione residente e a evitare fenomeni di sostituzione tramite l’assunzione di manodopera estera, in particolare frontaliera”.
"Nel frattempo la situazione non è affatto migliorata" scrivono oggi i Verdi. "I posti vacanti segnalati agli URC continuano ad essere insufficienti rispetto al numero dei disoccupati. In base al Rapporto d'attività 2014 della Sezione del lavoro del DFE lo scorso anno sono transitate dagli Uffici regionali di collocamento (URC) 21'838 persone, i posti vacanti acquisiti però sono stati solo 2'848, vale a dire circa il 13% del totale delle persone alla ricerca di un impiego."
"Il numero di posti vacanti segnalati agli URC è irrisorio" proseguono i Verdi, "se si pensa che in un solo anno (2013, i dati del 2014 non sono ancora disponibili) sono stati rilasciati ben 8’240 nuovi permessi G per lavoratori frontalieri (primo rilascio, esclusi i rinnovi e cambiamento di statuto). Appare quindi evidente che i datori di lavoro preferiscono assumere dipendenti utilizzando altri canali, in particolare le agenzie di collocamento, o con annunci di lavoro anche direttamente all’estero. Non a caso il numero di lavoratori interinali fra il 2000 e il 2013 è più che raddoppiato, passando da 4'520 a 10'830, e il numero di ore lavorative degli interinali è quasi quadruplicato passando da oltre 1,7 milioni di ore a oltre 6,5 milioni di ore."
Secondo i Verdi questa tendenza va "incanalata", ma mancano ancora gli strumenti per farlo.
E la proposta avanzata a fine settembre dal direttore del DFE Christian Vitta, che per aumentare il numero di posti vacanti registrati agli Uffici regionali di collocamento (URC) intende “informare un numero maggiore di aziende sui servizi degli URC”, non è "nulla di straordinario", secondo i Verdi, "se si pensa che già lo scorso anno, in occasione della presentazione del rapporto di attività 2014 è stato precisato che gli URC ticinesi hanno sensibilizzato circa 4000 aziende tramite l'invio di un opuscolo informativo, a cui hanno fatto seguito contatti telefonici e più di mille incontri personali con i consulenti del gruppo aziende."
"La situazione sul fronte del lavoro invece è diventata straordinaria" proseguono i Verdi. "Ci troviamo di fronte a una situazione nuova rispetto a quando abbiamo conosciuto in passato poiché dal 2002 il numero dei posti di lavoro (addetti) è aumentato, ma il numero di disoccupati invece di calare aumenta."
Inoltre, proseguono i Verdi, "un sondaggio online lanciato dall’Associazione Ticino&Lavoro in marzo e al quale hanno partecipato 948 persone ha mostrato che ben l’88% degli utenti ritiene che il servizio dell’URC non è stato utile nella ricerca di un posto di lavoro, solo il 3,3% dei partecipanti sostiene invece di aver trovato lavoro grazie al servizio."
Fra le misure proposte dai Verdi per migliorare l'efficacia degli URC al primo posto vi è l’obbligo di notifica dei posti vacanti all’URC.
Un obbligo che avrebbe il vantaggio di ridurre gli annunci di lavoro con salari indecorosi e il rischio di dumping poiché gli URC potrebbero individuare immediatamente i salari abusivi. Inoltre, proseguono i Verdi, se a procurare un lavoro a determinate condizioni è un ufficio cantonale, sarebbe più semplice per il lavoratore denunciare un datore dilavoro che non rispetta le condizioni fissate.
Non da ultimo tale obbligo ridurrebbe il ricorso alle agenzie di collocamento e alle assunzioni d'impiego, con effetti positivi sul precariato, impedirebbe la pubblicazione di annunci riservati ai frontalieri - un altro problema di cui il Consiglio di Stato si dichiara cosciente ma per il quale non è stata ancora trovata soluzione - e fornirebbe un quadro più preciso del tipo di impieghi e delle condizioni salariali offerte in Ticino.
"La libertà economica verrebbe rispettata poiché non si impedisce la conclusione di contratti collettivi di lavoro e non si obbliga il datore di lavoro ad assumere un disoccupato residente" scrivono i Verdi. "In compenso però ai disoccupati residenti viene aumentata l'offerta di impieghi disponibili. "
Per questi motivi i Verdi, con la loro iniziativa, chiedono la modifica della legge sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc) del 13 ottobre 1997 nel senso descritto.
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