
Il Cantone deve agevolare il lavoro ridotto anche nell’edilizia e nell’artigianato. In altre parole, essere meno restrittivo nella concessione della disoccupazione parziale”. Lo afferma il deputato del PPD Gianni Guidicelli che ha inoltrato, insieme ad altri sei colleghi di gruppo, un’interrogazione al Governo.“Da una verifica effettuata presso la cassa disoccupazione dell’OCST – scrive Guidicelli - risulta che negli ultimi mesi l’Ufficio cantonale del lavoro ha negato l’accesso al lavoro ridotto ad alcune ditte dell’edilizia e dell’artigianato dell’edilizia (posa pavimenti, impianti sanitari, impianti elettrici, studi d’architettura, ecc.)". “Il rifiuto del lavoro ridotto – si legge nell’atto parlamentare - viene motivato con la constatazione che il settore non è per il momento toccato dalla recessione. A suffragare questa argomentazione sono invocate le dichiarazioni della Società degli impresari costruttori, che si è ripetutamente dichiarata soddisfatta dell’andamento generale del settore". E Guidicelli aggiunge: “Che l’edilizia sia stata finora risparmiata dalla crisi è un dato di fatto che peraltro rallegra. Che l’autorità competente ne deduca un prevalente rifiuto di accedere al lavoro ridotto è tuttavia una forzatura". Secondo il deputato, occorre evitare che le imprese, non potendo utilizzare il lavoro ridotto, procedano a licenziamenti “con un impatto umano e sociale particolarmente acuto e con una ricaduta certamente maggiore per le casse dell’assicurazione disoccupazione”. Dopo aver osservato che le direttive del Segretariato di Stato per l’economia contemplano il lavoro ridotto anche per il settore terziario, l’edilizia e l’artigianato, Guidicelli chiede al Governo un quadro chiaro sul tema. In particolare quante domande di lavoro ridotto sono state inoltrate da ditte dell’edilizia e dell'artigianato dell’edilizia (compresi studi d’ingegneria e di architettura) nel 2009. Quante sono state respinte e per quali motivi.red
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