
Torna alla ribalta il tema dei graffiti selvaggi, e più in generale degli atti di vandalismo ai danni di edifici pubblici.
Tre deputati liberali-radicali del Mendrisiotto, Matteo Quadranti, Samuele Cavadini e Corrado Solcà, hanno inoltrato oggi al Governo un'interrogazione per chiedere di attuare una strategia per combattere il fenomeno, che a quanto pare sarebbe in continua crescita.
"Non è una novità, ma il fenomeno dei graffiti e degli sfregi su edifici - scolastici e non - e in spazi pubblici è in crescita quasi esponenziale" scrivono i tre granconsiglieri. "Lo stesso dicasi anche della mancanza di rispetto delle disposizioni legali nelle aree di raccolta rifiuti o in alcuni giardinetti e parchi laddove vengono spesso depositati o abbandonati rifiuti senza ritegno e rispetto per chi poi deve pulire. Anche trovare servizi igienici pubblici in buono stato diventa impresa sempre più ardua. A tutto ciò si aggiungano poi i casi di vandalismo vero e proprio.Sarà il segno dei tempi, ma non si vede per quale ragione ci si debba rassegnare a questo stato di fatto che arrischia solo di peggiorare."
"L’ente pubblico, sia cantonale sia comunale, investe soldi dei contribuenti per costruire edifici amministrativi, scolastici e sistemare piazze e parchi pubblici" proseguono Quadranti, Cavadini e Solcà. "Il cittadino rispettoso e civile si aspetta che tali luoghi meritino rispetto e un buono stato di conservazione o anche solo di esteticità. Certo il contribuente non auspica che sia ancora l’ente pubblico a dover pagare le cancellazioni di graffiti e le ripassate di vernice dovute ad atti di inciviltà. Per quanto attiene ai graffiti già sappiamo che l’obiezione di alcuni sarà che in taluni casi si tratta di “opere d’arte” e in effetti alcuni possono definirsi tali ma spesso si innescano fenomeni di emulazione e competizione tra loro il cui risultato non è certo dei migliori. Per questi, writer o graffitari, si possono semmai concedere spazi appositi. Ma il troppo è troppo come ha messo in evidenza di recente un giovane consigliere comunale di Mendrisio, Giovanni Poloni (PLR), il quale ha sottolineato come nei bagni pubblici, alla scuola media e al liceo, alle mura di Villa Argentina, nelle stazioni e in altri palazzi storici sia tutto un “fiorire” di graffiti e di degrado. Mendrisio in questo caso è solo un esempio che può tranquillamente valere, in questo caso negativamente, per molti altri Comuni del Cantone che si trovano in analoghe situazioni."
Per cui, secondo i tre deputati, si rende necessaria una strategia cantonale condivisa coi Comuni. "La sensibilizzazione deve partire già dalle scuole primarie e proseguire anche con i maggiorenni e adulti. Ma con la sola sensibilizzazione non si riparano i danni. I vandali e i contravventori, sia minorenni che maggiorenni colti in flagrante dovrebbero essere costretti a pulire e ripristinare anche di persona e non solo con un risarcimento danni" scrivono i tre. "Tollerare che i muri delle scuole pubbliche di tutto il Cantone si riempiano di graffiti non appare nemmeno educativo per i nostri giovani che crescono in un contesto di degrado estetico che non giova all’educazione al bello e al rispetto dei beni comuni."
Quadranti, Cavadini e Solcà pongono quindi al Governo le seguenti domande: "Il Consiglio di Stato, ha una strategia per combattere o almeno arginare questi problemi che i Comuni non sembrano sempre essere in grado di gestire isolatamente?È ipotizzabile che chi venga preso, adulto o minorenne, venga tenuto oltre che al risarcimento del danno anche a svolgere lavori socialmente utili? E per gli studenti, si può pensare ad introdurre per legge la facoltà concessa alla direzione di sede di adottare provvedimenti disciplinari e rieducativi senza dover passare dalla magistratura dei minorenni?Il Consiglio di Stato prevede di organizzare campagne di sensibilizzazione e giornate di volontariato per ripulire gli edifici o gli spazi pubblici come ad esempio avviene in alcune città italiane sotto il cappello della Fondazione “Angeli del bello” (www.angelidelbello.org) la quale organizza ad esempio dei “Cleaning Days” nelle scuole con gli studenti stessi?".
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