
Una proroga di un mese e mezzo per mettersi in regola. È stata annunciata oggi dal governo in relazione alla modifica della legge sugli esercizi alberghieri e della ristorazione LEAR, che era stata approvata dal Gran Consiglio nel marzo 2023 e che dava tre anni di tempo agli esercenti per ottenere la nuova autorizzazione legata alla gerenza. «Alcune centinaia di esercizi, circa 500, non hanno ancora concluso il processo di messa in regola» spiega a Ticinonews Sera il direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali. «Non sappiamo in realtà quanti esattamente nemmeno l'abbiano iniziato, ma per non voler incidere pesantemente in piena stagione turistica, con uno spirito un po' latino, concediamo un'unica proroga, di un mese e mezzo circa, per avviare il processo. Dopo di ciò scatteranno le chiusure come era già previsto dalla legge del 2023».
«I clienti devono sentirsi sicuri»
Quella odierna è insomma l'ultima chiamata. Chi non farà partire la procedura entro fine luglio dovrà chiudere i battenti. Ma che passi bisogna intraprendere? Lo ha oggi ricordato Bernadette Rüeggsegger, capo dei servizi generali della polizia cantonale: «Il primo passo è attivarsi presso il municipio e il laboratorio cantonale per la verifica dei requisiti strutturali, edilizi, polizia del fuoco e igienico sanitari. Una volta fatto, il municipio rilascia il formulario di attestazione di idoneità dei locali e con questo, insieme agli altri documenti richiesti dalla LEAR (quindi i requisiti personali di gerente e gestore: casellario, estratto esecuzioni,...) va inoltrata l'istanza elettronica presso il servizio autorizzazioni della polizia cantonale». La modifica della LEAR, ricordiamo, ha aggiornato ad esempio le condizioni di gerenza, ma anche i requisiti dei locali, portando a una semplificazione delle categorie, con l'obiettivo di uniformare le procedure e avere un maggiore controllo. Un tema molto attuale: «Evidentemente, al di là dei requisiti di uniformità del settore, non si può sottacere che la tragedia di Crans-Montana mette sotto una luce nuova l'esigenza di avere dei locali conformi, anche dal profilo della sicurezza antincendio. Quindi questo aspetto naturalmente rende più pressante e più severo l'esame della situazione. Vogliamo che tutti possano recarsi a un esercizio pubblico nella massima sicurezza possibile», continua Zali.
«La legge non ammette ignoranza»
Il settore, per voce del direttore di Gastro Ticino Gabriele Beltrami, ha accolto oggi con favore la proroga, ricordando però che nel corso dei mesi sono state inviate più lettere informative ai gestori. Ma allora, abbiamo chiesto perché molti esercizi pubblici non l'hanno ancora fatto. «Non possono dire di non saperlo perché li abbiamo avvisati in tutte le maniere, anche i non associati. Forse qualcuno ha pensato che andava bene come era finora, ma la legge non ammette ignoranza e visto che avevamo tempo tre anni, dovevano attivarsi per tempo e anche per la sicurezza dei nostri avventori perché è una legge, come ho sottolineato, che serve a tutti: a chi lavora, a chi ci controlla, ma soprattutto per la sicurezza della clientela».

