
Troppi. Davvero troppi. Così la pensa il Consiglio di Stato che oggi ha indirizzato una lettera alla Direttrice del Dipartimento federale di giustizia e di polizia, Eveline Widmer-Schlumpf, con la quale intende sensibilizzare l’Autorità federale sulla situazione venutasi a creare nel Cantone a seguito delle crescenti affluenze migratorie di richiedenti l’asilo registrate negli ultimi mesi, che hanno comportato la saturazione della capacità di ac-coglienza del Centro di registrazione e di procedura (CRP) di Chiasso. Per far fronte a tale disagio, il Cantone è dovuto intervenire mettendo a disposizione della Confederazione due strutture della protezione civile, indispensabili per assicurare ai profughi, pur provvisoriamente, condizioni di ricovero dignitose e conformi al diritto federale. Un gruppo di lavoro istituito ad hoc sta pure cercando di trovare possibilità alternative di nuovi alloggi in Ticino per collocare i richiedenti assegnati al Cantone, secondo le procedure per l’ammissione provvisoria e/o per l’esecuzione del rimpatrio, e questo dato che i nostri Centri d’accoglienza e gli appartamenti disponibili sono saturi, obbligando il Ticino a far capo a pensioni. Al fine di perlomeno limitare questo stato di urgenza, il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno suggerire alcune proposte operative all’indirizzo dell’Autorità federale. In quest’ottica, ha segnalato ad esempio l’opportunità di aprire in termini provvisori un ulteriore centro federale di registrazione in qualche altro Cantone, di attribuire in maniera diversa e più equa fra i Cantoni la “gestione” di quei richiedenti il cui caso è già stato esaminato negli altri Paesi firmatari degli Accordi di Dublino, di incrementare il personale presso il Centro d’accoglienza di Chiasso. Ma la questione centrale che è stata fatta presente, tocca il nodo dell’attuale ripartizione fra i Cantoni delle persone richiedenti l’asilo. Il contingente assegnato al Ticino infatti non tiene conto in sostanza della presenza aggiuntiva da noi del Centro di Chiasso (uno dei quattro esistenti in Svizzera). Ciò rende problematico al Cantone di assorbire sul suo territorio l’assegnazione di richiedenti nella proporzione stabilita sin qui da Berna.
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