
Formulari da riempire, documenti da richiedere, cavilli da rispettare. Per farla breve, in Ticino – spiega il PLR – c’è troppa burocrazia. Di qui l’iniziativa popolare presentata dal presidente Alessandro Speziali per una revisione della Costituzione cantonale. “È una necessità che avvertiamo già da anni perché la burocrazia sta esplodendo e sta dilagando, ma soprattutto tocca tutti i campi, tutti i cittadini e qualsiasi pratica: dal rustico, alla sanità alla domanda edilizia qualsiasi”, ci dice Speziali, spiegando che proprio per questo motivo “promuoviamo questa iniziativa costituzionale popolare”.
Il nuovo articolo
Un nuovo articolo che recita “ognuno ha diritto a leggi comprensibili e applicate in modo semplice, non burocratico ed efficace”, ma anche “alla trattazione in tempi ragionevoli delle sue pratiche”. Una formulazione molto generica, di cui ne abbiamo parlato con il deputato Luca Renzetti. “Questo è il punto di partenza e dovranno seguirlo anche i parlamentari, che dovranno guardare le revisioni e le modifiche di legge con altri occhi. Il lavoro vero deve ancora arrivare”, spiega Renzetti.
Diversi atti parlamentari
In questo senso, il PLR ha alle spalle già diversi atti parlamentari e altrettanti sono i cantieri ancora aperti: commesse pubbliche, commerci e ristorazione (si pensi alla recente revisione di legge), l’edilizia e i suoi tempi per opposizioni e ricorsi ritenuti troppo lunghi, spiega ancora Renzetti. “Siamo tre volte più lunghi sulle tempistiche rispetto ai Grigioni, dove l’evasione di un ricorso richiede in media 18 mesi se si considerano tutte le istanze. Da noi si parla invece di 48 mesi di media”. Renzetti spiega poi che ci sono dei ricorsi ritenuti giusti e tutti hanno il diritto di farli, “ma ci sono situazioni che ritengo decisamente al limite”.
Un sostegno alla funzionalità dello Stato
Insomma, una dispersione di tempi e risorse che il PLR affronta in nome della libertà economica. Non si tratta quindi di un’offensiva contro lo Stato, ma di un sostegno alla sua funzionalità, tiene a precisare sempre Speziali. Ma non c’è il rischio di incorrere a una deregolamentazione generale? “Assolutamente no. Vogliamo semplicemente togliere le esagerazioni e che lo Stato faccia le cose bene e giuste, senza dover complicare tutto con delle normative o delle direttive interne. Lo possiamo vedere in altri Stati, dove la burocrazia interna è sconfinata e la certezza del diritto e la bontà della politica non sono sicuramente meglio di quella svizzera, anzi”.

