
Mentre la politica cittadina si agita attorno ai risultati dell'audit sui mandati assegnati dalla direzione del LAC, il polo culturale di Lugano torna oggi a far parlare di sé per un altro aspetto che ha già fatto scorrere fiumi d'inchiostro, quello della ristorazione.
Come noto, un paio di settimane fa, rispondendo a un'interrogazione del gruppo PS/PC, il Municipio di Lugano ha spiegato che il locatore degli spazi "food and beverage" al LAC non ha ancora pagato alcun affitto a causa del mancato raggiungimento della cifra d'affari prevista nel contratto.
Una "gratuità" che ha fatto storcere parecchi nasi. Anche perché, secondo un lettore del Corriere del Ticino, il mancato raggiungimento della cifra d'affari sarebbe dovuto al comportamento dello stesso locatore.
Il lettore, nella sua opinione pubblicata oggi sul quotidiano, scrive di essere un assiduo frequentatore di concerti in Svizzera tedesca, dove "le sale da concerto sono tante e tutte, dico tutte, hanno un servizio bar aperto prima, durante e dopo lo spettacolo."
Di recente il lettore, che è ticinese ma vive Oltralpe, ha deciso di scendere nella sua città natale di Lugano per godersi un concerto al LAC. "Si posteggia all'autosilo del LAC (quello che non è ancora affondato, per intenderci) e ci si reca nella sala concerti" scrive. "Cerco di arrivare un po' prima dell'inizio per trovare posteggio e poi concedermi una bibita al bar. Stupore! Bar chiuso! Vabbè, si chiacchiera con gli altri utenti che l'hanno pensata come me."
"Mi godo il concerto ed all'uscita, con i conoscenti e con tutta l'adrenalina in corpo data dal concerto, ci dirigiamo al bar per concludere la serata" prosegue il lettore. "Stupore: bar chiuso! Noto in vicinanza una fila lunghissima, pensando che sia la fila per una bibita in un bar ancora aperto, felice ed ancora adrenalinico post concerto, mi aggiungo alla coda ritrovandomi in fila per la cassa del parcheggio."
"Insomma, la tristezza mi assale ed il fuggi fuggi generale dal LAC (obbligatorio) è paragonabile a quello dei vampiri alla vista dell'aurora" scrive. "Ma perché? Siamo in tanti a chiedercelo e, sempre incolonnati davanti al distributore di biglietti (e non di bibite) i commenti si susseguono: dal complottista ("avrà raggiunto 1,99 milioni e deve fermarsi altrimenti paga l'affitto") allo sparasentenze ("al ghà mia vöia da lavurà"). Insomma, tanta la gente, tante le ideologie, tanti i commenti, i quali, secondo me, sono tutti dettati dalla disidratazione."
"Per concludere" scrive infine il lettore, "mi ritorna in mente un vecchio adagio che recita: chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

