
Il Municipio di Tresa ha deciso di coinvolgere le commissioni di quartiere per ricevere un riscontro sul tema della riorganizzazione scolastica, contro la quale è stata lanciata una petizione che ha raccolto 700 firme. I promotori della petizione, il gruppo SOS Scuole comunali, non condividono tuttavia questo approccio poiché l'Esecutivo sta "facendo credere a tutti di aver adempiuto alle richieste avanzate dal gruppo SOS", denunciano in una nota.
Le precisazioni del Gruppo SOS
Il gruppo SOS, viene precisato nella nota, non ha chiesto di coinvolgere le commissioni di quartiere, ma di "mantenere la situazione attuale, proprio a seguito del volere sottoscritto in sole due settimane da parte di più del 30% della popolazione di tutti i quartieri". Solo nel caso in cui si fosse arrivati al punto di non poter più mantenere lo status quo, il gruppo chiedeva di coinvolgere le commissioni di quartiere e una rappresentanza del gruppo SOS. "Dato che il Municipio ha fornito alle commissioni tra le possibilità di scelta quella dello status quo, si capisce che questa possibilità è effettivamente percorribile", evidenzia il gruppo SOS. Ma allora come mai, si chiede, "il Municipio ha deciso di non ascoltare il largo volere popolare, ma di intraprendere questa via? Le commissioni di quartiere dovrebbero rappresentare l'opinione dei cittadini dei quartieri. In questo caso però non dovrebbe essere necessario, dato che la popolazione si è già espressa in merito". A conferma della validità delle firme raccolte, conclude il gruppo SOS, "i gruppi genitori di entrambi gli istituti di Tresa, hanno esposto le loro opinioni alle commissioni di quartiere, chiedendo all'unanimità di mantenere lo status quo".

