
Non c'è stato praticamente neanche un pendolare in più sui treni ticinesi durante le tre giornate di mezzi pubblici gratuiti decretate dal Dipartimento del territorio quale misura anti-smog.
Lo hanno notato coloro che prendono regolarmente il treno e lo hanno confermato le stesse FFS (vedi articoli suggeriti).
Ma quattro deputati ticinesi, Massimiliano Ay (PC), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Franco Denti (Indipendente) e Carlo Lepori (PS), sostengono che forse la verità è un'altra, ma che questa sarebbe stata sottaciuta per "motivi politici".
Non per niente l'interrogazione da loro inoltrata oggi al Consiglio di Stato è intitolata "Treni gratuiti snobbati, e chi lo dice?".
Ay e colleghi scrivono che "l’emergenza polveri fini che ha caratterizzato gli ultimi giorni, con valori che hanno superato addirittura del triplo i limiti previsti dalla legge, è stata affrontata con la dovuta fermezza dal governo, adottando le normative previste dal Decreto esecutivo concernente i provvedimenti d’urgenza in caso di inquinamento atmosferico acuto."
"Pur ritenendo che esse siano rimaste in vigore per un periodo di tempo non sufficiente, questa interrogazione si vuole chinare su un altro tema relativo alla particolare misura inerente la gratuità dei mezzi di trasporto pubblici" proseguono gli interroganti. "Abbiamo infatti sentito sia i rappresentanti delle FFS sia esponenti politici ribadire sui media come i treni, per quanto gratuiti, non abbiamo registrato aumenti di utenza, qualificando di fatto la misura come un flop."
"Premesso che ci sembra abbastanza naturale che - con così poco preavviso e tenendo in considerazione le manchevolezze strutturali della rete di trasporto pubblico nel nostro Cantone - l’affluenza non registri particolari impennate, ci pare tuttavia perlomeno dubbia la fretta con cui le FFS abbiano voluto suonare il “de profundis” a tale misura" scrivono Ay e colleghi. "Il messaggio politico che si è tentato di trasmettere era il classico “non serve a niente” dietro cui troppo spesso ci si nasconde per evitare ogni cambiamento, anche di fronte a situazioni che possono compromettere la salute delle persone."
Ay, Crivelli Barella, Denti e Lepori pongono quindi le seguenti domande al Consiglio di Stato:
1. Se si può quantificare l’utilizzo dei mezzi di trasporti pubblici nelle giornate in cui essi erano gratuiti.
2. Su che basi si è affermato sui media da parte dei portavoce delle FFS che praticamente non vi era neanche un pendolare in più rispetto a quelli che già regolarmente utilizzano il treno per recarsi al lavoro?
3. Chi e come ha calcolato questi dati? Si può pensare in futuro a un calcolo indipendente di tali dati?
4. Nel caso in cui in futuro si dovrà ancora ricorrere all’art. 10 del suddetto Decreto esecutivo come intende migliorare la capillarità dell’informazione ai cittadini?
5. Non ritiene che tali misure siano rimaste in vigore per un periodo di tempo del tutto insufficienti a determinare dei miglioramenti effettivi e non solo passeggeri della problematica?
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