
I dati ticinesi odierni sul coronavirus indicano ancora una crescita: 287 casi positivi in più rispetto a ieri, per un totale di 1688, e altre 9 vittime (76 in totale). Come leggere questi dati? Siamo lontati o vicini all'abbassamento della curva dei contagi? Radio3i lo ha chiesto al dottor Christian Garzoni, Direttore sanitario della Clinica Moncucco del Luganese.
"I dati giornalieri in realtà portano spesso a conclusioni errate. Quello che bisogna osservare è il trend della curva in aumento. Ci sono dei giorni in cui il valore è nettamente sopra alle aspettative perché magari il Laboratorio è in ritardo con le analisi. Altri giorni invece, come il lunedì e la domenica quando gli studi medici sono chiusi, il valore è più basso. Se riassumiamo il trend è sicuramente ancora in salita, non è quindi il momento di abbassare la guardia. Speriamo che le misure messe in atto dal Cantone permettano di avere un rallentamento dell'aumento a due-tre settimane dall'inizio".
Il moderato ottimismo espresso negli scorsi giorni dal medico cantonale Giorgio Merlani "può essere condiviso, ma bisogna restare realisti e ferrei nell'applicazione delle regole e nel tenere la strategia intrapresa" ribadisce Garzoni. "I tempi della trasmissione del virus sono lunghi" prosegue Garzoni. "Se chiudiamo la popolazione oggi, l'effetto lo vedremo non prima di due-tre settimane. Dobbiamo quindi tenere duro e fare i calcoli alla fine di questo periodo".
Secondo il direttore sanitario della Clinica Moncucco lo studio del Politecnico di Zurigo, pubblicato oggi su vari media svizzero-tedeschi, secondo cui è da prevedere una carenza di 1000 posti letto per le cure intense in tutta la Svizzera a partire da giovedì prossimo, non è indicativo per il Ticino. "I piani li abbiamo pronti da tempo. C'è stato un aumento sequenziale dei posti letto in cure intense ed è prevista un'ulteriore espansione. Lo scenario paventato dal Politecnico non corrisponde a quanto abbiamo previsto in Ticino".
L'ordinanza del Cantone vale fino al 19 aprile. Che scenario si prospetta? "Dubito che ci sarà un'apertura totale e si tornerà come prima. Il come averrà la riapertura è tema di discussione e analisi degli esperti, di medici ed epidemiologi" conclude Garzoni.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

