
Il ministro italiano dell'Economia Giulio Tremonti ha sferrato ieri un nuovo attacco alla Svizzera. Nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno, tracciando un bilancio del rientro di capitali nella Penisola grazie allo scudo fiscale, Tremonti ha affermato che non vi potrà essere normalizzazione delle relazioni bilaterali tra Berna e Roma senza la rinuncia da parte elvetica al segreto bancario.I negoziati bilaterali su un accordo di doppia imposizione potranno riprendere "solo se il segreto bancario non esiste più", ha detto il ministro interrogato dai giornalisti della radiotelevisione svizzera.Tremonti ha pure criticato il comportamento del consigliere federale Hans-Rudolf Merz, capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF) e a questo titolo responsabile dell'interruzione dei negoziati per un accordo di doppia imposizione. Merz aveva deciso questo provvedimento in risposta alle perquisizioni delle filiali italiane delle banche svizzere.In un incontro in autunno ad Istanbul i due ministri - ha affermato Tremonti - hanno deciso di discutere in modo confidenziale sulla vertenza. "Il discorso doveva essere riservato", ha detto il ministro italiano che non ha apprezzato di "aver letto sulla stampa svizzera" le decisioni di Merz."E se il consigliere federale crede che egli (Tremonti) abbia preteso denaro, Merz non dice tutta la verità: non chiedevo 'money', ma 'money back'", ossia che all'Italia fosse restituito il dovuto. Tremonti ha del resto giudicato "simbolico" il gettito sull'imposta della ritenuta che Berna trasferisce a Roma.A Berna non vi è stata alcuna reazione ufficiale. Il DFF ha solo rilasciato una breve dichiarazione scritta in cui in sostanza afferma di voler mantenere relazioni amichevoli con l'Italia.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

