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Ticino
Tremila venditori contro gli orari di apertura
Redazione
13 anni fa
Forte delle firme di 2'821 venditori operanti in Ticino, il sindacato Unia chiede l'abbandono del nuovo progetto di legge

È stata consegnata stamane alla Cancelleria dello Stato la petizione promossa dal Sindacato Unia che chiede al Governo cantonale di ritirare definitivamente il nuovo progetto di legge sugli orari di apertura dei negozi. La petizione, promossa nell’ultimo mese e mezzo, è stata sottoscritta da quasi 3'000 venditrici e venditori che operano in Ticino (2’821 per l’esattezza). Si tratta di un successo senza precedenti per questo genere di azioni nella realtà del commercio al dettaglio ticinese e ciò malgrado alcune aziende della grande distribuzione abbiano ostacolato la raccolta delle firme sui luoghi di lavoro. Il personale attivo nel settore lancia quindi un accorato appello al Governo cantonale affinché il nuovo progetto di legge venga abbandonato e chiede al Governo di mantenere un equilibrio tra gli interessi dei datori i lavoro e quelli dei dipendenti, in un settore sprovvisto di una copertura contrattuale, che si caratterizza per la totale assenza di diritti sindacali sui luoghi di lavoro e nel quale negli ultimi 15 anni si sono chiaramente deteriorate le condizioni di impiego del personale. Il personale esprime al contempo forte preoccupazione per i continui tentativi di deregolamentare gli orari di apertura e di peggiorare passo dopo passo la legge sul lavoro, ricordando che sono ben 4 i progetti attualmente presentati al parlamento federale che aprono le porte ad una selvaggia liberalizzazione degli orari e invita la popolazione a votare no il prossimo 22 settembre al peggioramento della legge sul lavoro e all’introduzione della giornata lavorativa 24 ore su 24 sette giorni su sette.

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