
Sono tremila le firme raccolte per bloccare la cementificazione di Brè e sono state consegnate questa mattina al Municipio di Lugano. Per il comitato promotore della petizione, il quartiere ha bisogno di un nuovo piano regolatore: “L’edificazione di nuove case deve essere limitata a quelle primarie" ha detto Mattias Schmidt, portavoce del comitato. "Ma soprattutto bisogna salvaguardare la fascia verde che sta attorno al nucleo”. Questo in estrema sintesi il contenuto della petizione consegnata stamane.In particolare il comitato chiede che la “zona ai Piani” venga tutelata da una possibile speculazione edilizia. Si tratta di un terreno di 12 mila metri quadrati che sorge sopra l’abitato di Brè. Recentemente il proprietario del terreno ha sollecitato la città a riscattare questa terra vincolata nell’attuale PR come zona d’interesse comunale, oppure che venga liberata dal vincolo affinché possa essere parcellizzata e venduta. Nella petizione il comitato chiede dunque al Municipio che la città acquisti il terreno trasformandolo in parco o area verde ad uso agricolo. Una richiesta che questa mattina sembra aver trovato la comprensione del sindaco Giorgio Giudici e del capo dicastero pianificazione e territorio, Angelo Jelmini: “L’attuale PR – risalente a circa 20 anni fa - prevede che sia il comune ad acquistare questo terreno per edificarvi residenze primarie" ha spiegato Jelmini. "Ora questa destinazione - decisa circa 20 anni fa per rilanciare l’edificazione di Bré - non è più attuale. Si dovrà decidere una nuova destinazione, tenendo conto delle nuove sensibilità”. Intanto, poche centinaia di metri più sotto, l’edificazione del monte prosegue, corre e galoppa verso la cima. “Il paese fin’ora è stato risparmiato dalla speculazione edilizia" ha detto Mattias Schmidt del comitato promotore. "Ma adesso, è tempo di agire, per bloccare la cementificazione di un gioiello, il Brè”. E in questo senso si è già mosso anche il consiglio comunale con una mozione sottoscritta da 13 consiglieri comunali.
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