
Quasi 3000 firme contro il burqa sono state consegnate negli scorsi giorni alla Segreteria del Gran Consiglio. La petizione, ricordiamo, era stata lanciata da il “Guastafeste” Giorgio Ghiringhelli lo scorso 30 aprile. “Il successo della petizione – scrive Ghiringhelli in una nota stampa - è stato di gran lunga superiore alle mie più rosee previsioni. Infatti io ero partito con l’obiettivo di raccogliere almeno 500 firme, e invece senza troppi sforzi ne ho ricevute quasi sei volte di più”. Ghiringhelli ha pure dichiarato di essere pronto a lanciare un’eventuale iniziativa popolare costituzionale qualora il Gran Consiglio dovesse respingere la petizione. Questi i dati: la petizione è stata sottoscritta da 2’843 persone, di cui 1’335 donne e 1508 uomini. Quasi la metà delle firme (1’339) sono giunte dal Locarnese, seguito dal Luganese (864), dal Bellinzonese (415) e dal Mendrisiotto (225). La decisione del Gran Consiglio dovrebbe essere presa in autunno. La petizione ha avuto l’appoggio della Lega dei ticinesi e dell’UDC. “A scanso di equivoci – si legge ancora -, visto che ho letto insinuazioni sui presunti interessi elettorali di chi cerca di porre un freno all’espansione degli islamisti prendendosela ad esempio con il burqa, colgo l’occasione per precisare che il sottoscritto non prenderà parte alle prossime elezioni cantonali (come invece era avvenuto nel 1999, nel 2003 e nel 2007) e federali (come invece era avvenuto nel 1999)”.
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