
I furti che negli ultimi mesi hanno interessato le Tre Valli avevano preoccupato non poco gli abitanti della zona. La polizia comunica che a tal proposito si sono concluse due inchieste denominate "Tre Valli bis e quater".“Le inchieste – si legge nel comunicato - ed i dispositivi messi in atto dalla Polizia Cantonale in collaborazione con le Guardie di Confine hanno permesso di arrestare da agosto a dicembre dello scorso anno trenta persone, sequestrare diversa refurtiva (tutta poi riconosciuta dalle parti lese), e chiarire numerosi furti”. Come conseguenza immediata nella regione i furti sono diminuiti, dai 39 del mese di novembre ai 12 del mese di gennaio. “Queste bande, in parte collegate tra loro, partivano da Milano con veicoli di media cilindrata targati Italia, nel primo pomeriggio per commettere i furti verso sera approfittando dell'assenza dei proprietari- si legge ancora”. Inoltre: “Le varie "squadre" erano composte di regola da tre autori e mentre due commettevano gli scassi il terzo restava in zona con la vettura per poi recuperare i complici dopo i furti. Da notare che la scelta delle abitazioni era casuale e legata a semplici controlli esterni quali l'assenza di luci. Dopo un secondo controllo, nel corso del quale i due scassinatori suonavano il campanello per una verifica, passavano all'azione”. Le indagini sono state condotte dalla Sezione Reati contro il Patrimonio con la collaborazione in particolare della Gendarmeria Territoriale di Biasca. La coordinazione delle due principali inchieste é stata svolta dai Procuratori Pubblici Arturo Garzoni e Marisa Alfier.
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