
Sono dei truffatori germanici di origine nomade. Dei malviventi molto fantasiosi. Prendono la guida telefonica. Selezionano dei numeri a caso, in Ticino. E poi chiamano. Un numero dopo l'altro. Finché non trovano una persona anziana. Molto anziana. Ottantenne o giù di lì. Qualcuno che, ingenuamente, può abboccare. E gli chiedono: "Tu non sai chi sono io, un tuo parente (o un amico)...". A questo punto l'anziano comincia ad elencare tutta una fila di nomi di amici, nipoti e nipotini. E ad un certo punto, scegliendo uno dei nomi, il truffatore al telefono aggiunge. "Indovinato. Sì, sono io. Caro...". Il contatto c'è. E la truffa può continuare. Facendo leva sulla finta parentela o sul grado di amicizia il truffatore convince poi il malcapitato a prelevare una forte somma di denaro - sempre più di 50 mila franchi - e a prestargliela. I soldi, millanta il falso parente, servono per un acquisto immobiliare. Un investimento sicuro. La truffa telefonica può durare anche mezza giornata. Su più telefonate. E nelle successive chiamate il truffatore si accerta dell’avvenuto prelevamento ed invia poi un complice a ritirare il contante direttamente a casa del malcapitato. Assurdo? Si. Ma funziona. La polizia cantonale segnala infatti stamane che negli scorsi giorni si sono verificati nel nostro cantone alcuni casi di questo tipo di truffa, detta del "falso nipote". Per la precisione le truffe - tre riuscite e tre solo tentate - si sono verificate nel Luganese. Bottino totale: tra i 100 ed i 200 mila franchi.E stamani la Polizia invita i ticinesi "a non dar seguito alle chiamate eseguite da sconosciuti e, in caso di proclamata parentela, a verificare presso il parentado l’effettiva esistenza della richiesta".joe.p.
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