
Con la sua Ape Don Emanuele Di Marco ha aiutato tante famiglie della regione in difficoltà, offrendo loro la spesa donata da diversi commercianti della zona. Un aiuto fatto con il sorriso e con la voglia di pensare al prossimo. Ieri si è conclusa, almeno per il momento, l'attività di "Un cuore a tre ruote", che ha regalato momenti indimenticabili a Don Emanuele, ai volontari e alle persone che hanno ricevuto la visita dell'Ape più famosa del Ticino.
"E' stata un'esperienza bellissima, iniziata con la Quaresima e conclusasi ieri - racconta Don Emanuele - Dai commercianti, che hanno dimostrato tutta la loro sensibilità, abbiamo ricevuto colombe pasquali artigianali, frutta fresca e prodotti di qualità. Mentre con i volontari che mi accompagnavano si creava un clima di grande familiarità, specialmente quando incontravamo le persone a cui distribuivamo la spesa raccolta".
A volte non è semplice realizzare che in Ticino ci siano famiglie bisognose.Non è la povertà di altre regioni, anche vicine a noi. Però ci sono tante persone che non hanno molti sussidi e oggi si ritrovano in grande difficoltà. E' il paradosso di un sistema dove le persone che vanno in assistenza perdono diritti che sembravano scontati e che poi hanno grande difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro.
Quali sono i momenti che ti hanno più emozionato nell'esperienza di "Un cuore a tre ruote"?Da una parte sono rimasto molto colpito da chi ha donato, dato che hanno offerto prodotti davvero di ottima qualità, a dimostrazione che per loro non si trattava di una semplice elemosina ma di aiutare sinceramente il prossimo. E anche i piccoli gesti di chi ci vedeva e magari si offriva di pagare la benzina. Dall'altra vedere il calore delle famiglie che andavamo a visitare, con alcuni genitori preoccupati non tanto per loro ma per permettere ai figli di vivere belle esperienze giovanili come le colonie estive. Proprio per loro stiamo pensando a dei sussidi.
Sei partito con un'Ape, ma potresti ritrovarti con uno "sciame"...In effetti con la raccolta fondi, grazie anche al sostegno di Matteo Pelli, possiamo adesso permetterci altre due Api, che probabilmente faremo "volare" nelle zone di Balerna e Gordola. Ma non è l'unica novità: stiamo infatti valutando se estendere l'attività anche in altri periodi dell'anno.
Di certo proseguono le attività dell'Oratorio di Lugano.E' sempre ben frequentato e per l'estate abbiamo in mente alcune iniziative, anche serali, per mettere a disposizione di chiunque le nostre strutture. Poi ci saranno i gonfiabili per i più piccoli... insomma, ne vedrete delle belle!
Da uomo di Chiesa che effetto ti ha fatto vedere l'incendio di Notre Dame?Ho subito pensato alle persone che lì dentro hanno pregato, sperato, gioito e pianto. In 860 anni chissà quante parole sono state pronunciate, quanti battiti emozionati del cuore, quante gocce scese dagli occhi... è per questo che siamo tutti un po’ tristi. Improvvisamente ci siamo accorti che avevamo una casa della quale non ci rendevamo conto. E ora, che non l’abbiamo più, ci manca un pezzo di tetto sulla nostra testa. Non è quindi solo la perdita artistica, ma umana di un edificio che ha caratterizzato la nostra storia.
Tra pochi giorni è Pasqua...E il mio augurio è quello della rinascita, che la Pasqua possa indicare ai credenti e ai non credenti, affinché una luce nuova illumini quel buio che ogni tanto ci attornia.
MS
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