
«La sicurezza non può essere misurata soltanto dal numero degli interventi effettuati dopo i fatti. Si misura anche dalla capacità delle istituzioni di prevenire che gli stessi fatti si ripetano». È quanto affermato dai consiglieri comunali di Lugano Lucia Minotti, Michael Nyffeler, Luisa Aliprandi, Omar Wicht, Christian Tresoldi, Mauro Gaggini e Marco Seitz (Lega dei Ticinesi) in un’interrogazione in cui si fa riferimento a insulti e aggressioni fisiche subite da tre ragazze 17.enni da parte di due giovani «evidentemente in stato di forte alterazione alcolica» mentre rincasavano attorno all’una di notte dopo una festa di compleanno.
Autori subito rilasciati
Le ragazze – prosegue il testo – hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e hanno denunciato l’accaduto. La Polizia è riuscita ad individuare e fermare i presunti autori, «che tuttavia, dopo poche ore, sono stati nuovamente rilasciati. Ai genitori, comprensibilmente preoccupati e indignati, che hanno chiesto perché non fosse possibile trattenere almeno per la notte persone appena protagoniste di un comportamento violento e in evidente stato di alterazione, sarebbe stato risposto sostanzialmente: "Non possiamo"».
E per i consiglieri comunali è proprio questo il punto. «Non si pretende che la politica sostituisca la magistratura, né che vengano ignorate le garanzie dello Stato di diritto. Ma se davanti a episodi di questo genere la risposta delle autorità è che non esistono strumenti sufficienti per impedire che una persona appena fermata possa tornare immediatamente in circolazione, allora il problema diventa inevitabilmente politico. A maggior ragione quando si tratta di persone già note alle autorità o quando determinati comportamenti violenti vengono reiterati».
A detta loro, la cittadinanza non chiede slogan. «Chiede sicurezza, risposte chiare e soprattutto conseguenze concrete per chi aggredisce, minaccia o picchia altre persone».
Questione cittadini stranieri
Sul tema viene inoltre «frequentemente sollevata la questione della presenza di cittadini stranieri tra gli autori di episodi violenti». Per gli interroganti, dunque, proprio per evitare generalizzazioni e discussioni basate sulle percezioni, «è necessario che siano le autorità a fornire dati ufficiali, aggregati e trasparenti. Una ragazza di 17 anni deve poter tornare a casa da una festa senza che i suoi genitori debbano domandarsi se la città sia ancora sufficientemente sicura nelle ore notturne».
Le domande
Per questi motivi viene chiesto al Municipio:
1. Quanti autori di aggressioni, risse o altri episodi violenti avvenuti a Lugano negli ultimi tre anni risultavano già noti alle autorità per fatti analoghi? Il Municipio può quantificare concretamente il fenomeno della recidiva?
2. Il Municipio dispone, direttamente o tramite la Polizia cantonale, di dati aggregati sulla cittadinanza e sullo statuto di soggiorno degli autori di reati violenti commessi sul territorio cittadino? In caso affermativo, è disposto a renderli pubblici, distinguendo almeno tra cittadini svizzeri, cittadini stranieri residenti e persone non residenti?
3. Il Municipio ritiene sufficienti gli attuali strumenti giuridici a disposizione della Polizia quando una persona fortemente alterata dall’alcol o da altre sostanze abbia appena commesso un’aggressione e possa rappresentare ancora un pericolo per terzi?
4. Se tali strumenti sono insufficienti, cosa intende fare concretamente il Municipio presso il Consiglio di Stato e le autorità cantonali competenti affinché vengano rafforzate le possibilità di intervento e di custodia preventiva nei casi più gravi?
5. Nei casi di cittadini stranieri che commettono ripetutamente reati violenti, quali segnalazioni vengono effettuate alle autorità competenti in materia di migrazione e quali conseguenze possono derivarne sul diritto di soggiorno? Il Municipio ritiene che tali procedure siano oggi sufficientemente efficaci?
6. Quali misure concrete e verificabili intende adottare il Municipio nei prossimi mesi per aumentare la sicurezza notturna a Lugano, in particolare nei fine settimana e nelle zone maggiormente frequentate dai giovani, evitando che la risposta delle autorità si limiti ad intervenire soltanto dopo che l’aggressione è già avvenuta?
«La domanda di fondo è semplice: il Municipio ritiene accettabile che episodi di questo genere continuino a ripetersi oppure intende finalmente chiedere, e mettere in atto, strumenti più efficaci per tutelare concretamente la popolazione?»

