
Rafforzare la prevenzione, la segnalazione e la risposta giudiziaria dei reati a sfondo sessuale e contro l’integrità fisica. Sono i tre pilastri attorno ai quali ruotano le tre proposte lanciate dal Centro. La prima: dimostrare preventivamente di essere adeguati al contesto in cui si opera. «Chiede sostanzialmente che chiunque voglia lavorare a contatto con minori e/o persone vulnerabili debba presentare l'estratto specifico del casellario giudiziale», illustra il presidente Fiorenzo Dadò. Un'iniziativa presentata in forma generica poiché tocca diversi ambiti della legislazione cantonale, dal mondo scolastico a quello della formazione professionale, dalle associazioni sportive e ricreative fino al settore-sociosanitario.
Il diritto di segnalare nel settore sanitario
Il settore sanitario è quello su cui si focalizza la seconda iniziativa parlamentare: l'introduzione del diritto di segnalazione in caso di gravi reati contro la vita. «Vogliamo proteggere le vittime dando la possibilità al personale sanitario di intervenire senza subire conseguenze personali - spiega il vicepresidente Giorgio Fonio -. Poter denunciare anticipatamente può evitare che le vittime subiscano delle conseguenze ancor più gravi». Per i promotori infatti la decisione del Tribunale federale che ha ritenuto incostituzionale l'obbligo generalizzato di segnalazione votato dal Gran Consiglio nel 2017 comporta uno squilibrio evidente tra segreto professionale e protezione delle vittime, sbilanciato a favore degli autori di reati. «Oggi - esemplifica Fiorenzo Dadò - se un bambino è vittima di abuso sessuale ad opera del padre, nel quale, in mancanza di svincolo dall’obbligo al segreto professionale da parte della madre (coinvolta nella situazione familiare) o del padre stesso (autore del reato), il personale ospedaliero non può effettuare una segnalazione diretta all’autorità penale».
Un pool di magistrati specializzati per i reati contro l'integrità sessuale
Autorità giudiziaria a cui vanno dati gli strumenti per trattare casi che possono essere complessi, oltre che delicati. Da qui - e siamo alla terza iniziativa - la richiesta di istituire un pool di magistrati specializzati per i reati contro l'integrità sessuale. «È un ambito delicatissimo che richiede una preparazione specifica, giuridica ma anche umana. Riteniamo - aggiunge Dadò - che un gruppo di procuratori in seno al Ministero pubblico dovrebbe avere questa preparazione in modo da potersi occupare dei casi in modo ottimale».

