
Lugano si dota di tre esperti per valutare quali servizi dell'amministrazione comunale possono essere resi più efficienti, o quali sono ormai superflui. La misura, proposta dal Consiglio Comunale, vuole fornire un appoggio esterno al comitato della Città. D'altra parte, in ambito finanziario, i rapporti tra Città e Cantone restano tesi. Ticinonews si è recato nella Città sul Ceresio per approfondire il tema.
Il risanamento finanziario in un momento non facile
«Abbiamo trovato queste fantastiche persone per collaborare con i nostri collaboratori e portare delle proposte sostenibili nel medio termine, speriamo», spiega il sindaco Michele Foletti. In questo senso, la collaborazione di Siegfried Alberton, Enzo Lucibello e Adam Stanford, permetterà al Piano di Risanamento Finanziario di entrare in una nuova fase. Le sfide all'orizzonte non mancano: a pesare sul bilancio della Città sono gli investimenti, come quelli relativi al Pse e alla Città della musica, ma non solo. A queste voci di spesa vanno sommati i 20 milioni di franchi necessari a coprire la deduzione dei premi di cassa malati e l'abolizione dell'imposta sul valore locativo decisi alle urne. È ancora presto, però, per sapere dove potranno essere effettuati dei risparmi: «è chiaro che possiamo intervenire su una piccola parte della spesa, perché la maggior parte è vincolata dalla legge cantonale o da contributi che siamo tenuti a pagare». Sul piatto, c'è però fin da subito «un principio: quello della collaborazione con tutti i dicasteri, da lì deve nascere una riforma in ottica di efficacia ed efficienza», spiega il capodicastero consulenza e gestione Marco Chiesa.
Rapporti tesi tra cantone e comuni
Il tema finanziario, a Lugano, non cessa di far discutere anche in ragione del rapporto tra comuni e Cantone. Di recente è stato il presidente del Centro della Città di Lugano Paolo Beltraminelli ad imputare al «Cantone, che è incapace di tenere le finanze sotto controllo», il fatto che «il Comune di Lugano non è in grado di allestire un piano finanziario credibile». Foletti e Chiesa sono ugualmente critici dell'operato di Bellinzona: «se non c'è chiarezza e prospettiva da parte del Cantone, se ci troviamo sempre con delle sorprese negative, è difficile avere un piano finanziario che sia credibile. Noi chiediamo al Cantone di avere chiarezza e capire quali sono le intenzioni del Cantone per i prossimi anni», afferma il sindaco. Marco Chiesa ricorda che «c'è chi parlava di "rapina", io voglio essere un po' più istituzionale ma condivido questo sfogo, non è possibile arrivare al 2 ottobre, quando i conti sono già terminati, a fare i conti con delle brutte sorprese».

