
È senza dubbio a Sant'Antonino che si trovano le maggiori opposizioni al progetto di aggregazione del Bellinzonese, sul quale i cittadini saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 18 ottobre.
Dopo la nascita di un comitato indipendente e apolitico contrario alla fusione, ora è la locale sezione PPD a invitare a respingere il progetto di Nuova Bellinzona.
Tramite un comunicato inviato ieri alla popolazione, il PPD di Sant'Antonino ricorda che il Comune gode di una situazione fiscale ottimale, frutto della "lungimiranza che ha permesso nel tempo una posizione finanziaria eccellente." Una posizione, sottinteso, da non perdere.
Il secondo motivo per il quale secondo il PPD la fusione va respinta riguarda la distanza di Sant'Antonino dal centro di Bellinzona, ciò che potrebbe penalizzare la qualità dei servizi in periferia.
Il terzo aspetto è invece quello della partecipazione dei giovani alla cosa pubblica. Secondo il PPD in una realtà di 50'000 abitanti i giovani faticherebbero a trovare spazio sulla scena politica.
Infine il PPD lancia pure qualche frecciata al Municipio di Sant'Antonino, che a suo dire non ha saputo premere sull'acceleratore degli investimenti malgrado una situazione finanziaria florida.
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