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Ticino
Tre giovani sprayer: danni per 600mila franchi
Redazione
17 anni fa
L'inchiesta Colors ha permesso di scoprire che tre giovani luganesi - tra i 22 e i 26 anni - hanno imbrattato e danneggiato stabili, stazioni e vagoni

Sono tre giovani luganesi tra i 22 e i 26 anni. E sono sprayer. La polizia ha appena terminato l’inchiesta - chiamata “Colors” - relativa ai danni causati dai tre giovani, stimati a 600mila franchi. I tre hanno realizzato numerosi graffiti, soprattutto lo scorso anno, su carrozze ferroviarie, infrastrutture dell’autostrada A2 e della tratta ferroviaria tra Bellinzona e Chiasso. Sarebbe stato soprattutto uno dei tre giovani ad aver commesso il numero maggiore di graffiti, quindi di danni. L’inchiesta è iniziata il 1° gennaio di quest’anno a San Gallo, quando alla stazione sono stati fermati i tre giovani luganesi intenti a fotografare la loro opera d’arte appena terminata. Ma la lista appare lunga, perché hanno pure danneggiato, sempre con graffiti, una seconda carrozza ferroviaria alla stazione di Rorschach. I tre sprayer sono così stati arrestati per i due danneggiamenti, stimati in oltre 26'000 franchi e detenuti per alcuni giorni. Il giorno dopo, cioè il 2 gennaio, la polizia di San Gallo ha richiesto la collaborazione degli inquirenti ticinesi. E da qui la scoperta: durante le perquisizioni nelle case dei tre giovani sono state ritrovate numerose bombolette spray, schizzi di graffiti, vestiti imbrattati di vernice e in un pc circa mille fotografie digitali di immobili e treni danneggiati con graffiti. In base a questi indizi il Ministero Pubblico di Lugano ha aperto un’inchiesta, coordinata dal Procuratore pubblico Nicola Respini, per stabilire la paternità di numerosi danneggiamenti. Ma l’indagine, comunica la polizia cantonale, è stata alquanto laboriosa sia per l’entità dei danneggiamenti e l’iniziale reticenza dei giovani. Numerosi gli interrogatori e i sopralluoghi. Inoltre si è resa necessaria la creazione di banche dati fotografiche e l’elaborazione di numerose denunce per danneggiamento. Con gli elementi raccolti, l’inchiesta ha permesso quindi di stabilire le responsabilità individuali dei tre giovani attribuendo ad ognuno di loro il personale “tag”, ovvero la firma apposta sui graffiti. foto CdT, Nicola Demaldi

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