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Giudiziaria
Tre anni di cui sei mesi da espiare per l’ex direttore
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Filippo Suessli
4 anni fa
Condannato con procedura abbreviata l’ex direttore di una scuola media del Luganese che ebbe una relazione con un’allieva e ne palpeggiò un’altra. La pena è di tre anni di cui sei mesi da espiare.

Tre anni di cui sei mesi da espiare e l’interdizione di praticare attività professionali o extra-professionali che implichi un contatto con minorenni. È questa la pena stabilità dal giudice Mauro Ermani per l’ex direttore di una scuola media del Luganese che ha intrattenuto una relazione con un’allieva e che si è macchiato anche di palpeggiamenti nei confronti di un’altra. Il processo si è svolto con la formula della procedura abbreviata, l’uomo è infatti reo confesso. Il giudice ha dovuto quindi solo stabilire se la pena concordata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri e dal difensore Davide Ceroni fosse adeguata. L’uomo, in aula, ha dichiarato di accettare la pena. “Certo che accetto”. Sarà anche sottoposto a un trattamento ambulatoriale.

“Per la legge non è questione di consenso”

“Per la legge non è questione di consenso. La legge impone all’adulto di astenersi da qualunque atto sessuale con una persona che non ha compiuto sedici anni. Punto a capo”, ha dichiarato il giudice Ermani nel commentare la sentenza. “La sua colpa sul piano soggettivo è molto grave, ha violato tutte le regole di un docente”. La corte ha anche sottolineato come l’immaturità del docente sia manifesta e ben sottolineata dalla perizia psichiatrica, nell’accoglienza la richiesta di pena di accusa e difesa. “Non è normale che un adulto si comporti come dei ragazzini e si comporti in modo anche più immaturo di loro”.

A fine anno scolastico

La vicenda che ha fatto molto discutere è emersa lo scorso settembre, dopo che le voci sono iniziare a girare a scuola e alcuni genitori hanno segnalato i loro sospetti alla magistratura. La relazione, durata un paio di mesi, è avvenuta sul finire dell’anno scolastico 2021-2022, quando l’uomo era ancora vicedirettore. L’uomo è stato anche condannato per aver somministrato a fanciulli sostanze pericolose per la salute: ha, infatti, offerto alla giovanissima degli alcolici.

“La professione docente non è più attuale”

L’imputato, apparso molto teso durante il processo, ha risposto alle domande del giudice, ha confermato tutti i fatti, le numerose occasioni in cui ha avuto rapporti sessuali completi e non con una delle due ragazze, durati fino a metà luglio 2022. “Confermo” ha detto ogni volta che il giudice Ermani leggeva una delle imputazioni. L’unica obiezione dell’uomo è stata quando, leggendo i suoi dati, il giudice ha letto la dicitura “professione docente”. “La professione docente non è più attuale”, ha detto l’uomo. Infatti non potrà più praticare quella che era la sua professione.

“È stato chiaramente un errore”

“Tutto quanto è stato un errore. Seppure se a me sembrava di lasciare libertà, non fare nessuna costruzione. Il solo fatto che io avrei dovuto essere un esempio, una figura educante, questo già rappresentava una costrizione. Non lo capivo”, ha detto l’uomo. La perizia psichiatrica ha diagnosticato un disturbo della personalità di tipo narcisistico.

Le voci che giravano

Un fatto rilevante farà verosimilmente discutere, a processo si è infatti scoperto che già vi erano state delle segnalazioni. “Prima dell’inizio degli atti sessuali lei era stato messo in guardia. I colleghi le avevano parlato, il direttore le aveva parlato. Qualche segnale, anche prima degli atti sessuali, c’era stato. Atteggiamenti infantili, non adeguati, di eccessiva vicinanza con i suoi allievi lei li aveva. Lei doveva mettersi in discussione prima che avvenisse”, ha detto il giudice. Sorprendente la risposta dell’uomo: “A farmi crollare”, ha detto, “è aver saputo che giravano voci su di me”. Il giudice, però, ha risposto: “Ma come? Lei scopre che dicono delle cose che non sono vere e poi lei le fa davvero?”, ha risposto Ermani, “io faccio un po’ fatica a credere che il fattore scatenante fossero queste voci ingiustificate, che erano ingiustificate fini a un certo punto, perché già prima lei non si è comportato da docente”. Ora sarà da chiarire le tempistiche delle segnalazioni al direttore precedente e ai colleghi.

“Lei era brava di suo”

Il giudice Mauro Ermani ha voluto rendere chiaro anche un fatto: che l’allieva non ha ottenuto una contropartita dalla relazione: “Perché lei era brava di suo”. Il giudice ha poi lanciato un rimprovero agli inquirenti, chi ha interrogato la vittima, infatti, avrebbe cercato di convincerla di aver subito fatti più gravi di quelli che in realtà ha subito: “Non si fa così, questo non va bene”, ha detto Ermani.

“Il rientro in società mi preoccupa”

“L’obiettivo primario è di curarmi, stare meglio e costruire un rapporto con i miei figli almeno. Poi i progetti arriveranno”, ha detto l’uomo quando il giudice gli ha chiesto cosa farà una volta uscito dal carcere”. La preoccupa il suo ritorno in società, ha chiesto ancora la Corte: “Eccome mi preoccupa”, ha risposto l’uomo. Poi è toccato alle sue ultime parole prima della sentenza. “Vorrei scusarmi con le vittime e con le famiglie delle vittime. Per quello che è accaduto e che hanno passato negli scorsi mesi in cui vi sono state molte pressioni. E con i colleghi e le istituzioni che ho tradito”.