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Ticino
Traversata o vetrina dei VIP?
Redazione
12 anni fa
Alcune considerazioni di Mauro Antonini sull'evento di domenica scorsa a Lugano: "Diamo a Cesare quel che è di Cesare"

Sono passati alcuni giorni dalla ottantadueesima edizione della Traversata del lago di Lugano, svoltasi domenica scorsa.

Dopo che i media hanno ampliamente dato risalto all'evento, è ora tempo di stilare un bilancio di questo tradizionale appuntamento che sa attirare sempre più sportivi, tra cui un crescente numero di personalità politiche.

Ad occuparsene è il presidente della Traversata del lago di Lugano, ossia il comandante delle Guardie di confine (e candidato PLR al Consiglio di Stato) Mauro Antonini.

Con un'opinione pubblicata sul Corriere del Ticino di oggi, Mauro Antonini espone alcune considerazioni sullo spirito della traversata.

"Ritengo importante dare a Cesare quel che è di Cesare" scrive Antonini, dopo aver riletto con attenzione tutto quanto è stato scritto dai media in seguito alla traversata.

"Purtroppo non ho letto cosa rappresenta questo evento popolare e con quale spirito si affrontano i 2500 metri che separano Caprino da Lugano" afferma Antonini, dilungandosi poi sulla bella atmosfera che regna tra i partecipanti, dai più giovani ai più anziani, fino ai disabili. "Si incontrano volti noti, meno noti e sconosciuti, si condividono paure, pensieri, strategie, si ride e si scherza, tutti pronti a condividere allo stesso modo questo attimo di vita."

"Questa è la vera anima della Traversata del lago di Lugano, non i VIP o presunti tali" scrive Antonini, che descrive in seguito le forti emozioni vissute da tutti i partecipanti, anche dai meno famosi.

"Sarebbe stato bello poter leggere l'esperienza vissuta da chi, diversamente abile, ha nuotato sul dorso a forza di braccia, leggere i sentimenti di chi, talmente infreddolito, accudito dai samaritani non riusciva nemmeno a bere, da solo, un sorso di brodo caldo. Ascoltare le impressioni della signora classe 1936, che con caparbietà ha raggiunto il Lido di Lugano. Leggere negli occhi la soddisfazione dei bimbi che hanno nuotato nel lago per 250 metri. Ascoltare chi con tenacia ha superato la prestazione dell'anno precedente, vivere l'ambiente degli addetti alla cucina che si sono prodigati a preparare un piatto di pasta al popolo della Traversata."

"Tutto ciò non è stato scritto né detto" commenta il presidente della Traversata. "Peccato."

"La Traversata popolare del lago non deve diventare l'ennesima vetrina di chi ha bisogno di essere visto" conclude Antonini. "È fatta invece per la gente, per coloro che hanno avuto il coraggio, la costanza e la voglia di misurarsi con se stessi, senza secondi fini. Domenica sono stati loro i veri protagonisti della manifestazione."

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