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Ticino
"Trattata come un cane"
Redazione
12 anni fa
Aggredita da un ciclista a causa dei suoi cani, lungo il fiume Ticino. Una 30enne racconta un episodio emblematico della difficile convivenza tra cani e resto del mondo

Nuovo episodio di aggressione legato ai cani, lungo il fiume Ticino. Ma questa volta i cani non hanno battuto ciglio, i protagonisti sono tutti esseri umani.

Una 30enne ha raccontato a La Regione di essere andata, mercoledì sera verso le 20.30, lungo la golena che costeggia la sponda destra del Ticino per far passeggiare i suoi due cani, due bastardini di taglia media che non figurano tra le razze soggette a restrizioni.

Ha poi imboccato il sentiero che attraversa il boschetto, a nord dell'ex grotto Pasinetti di Gorduno, evitando il tracciato più verso il fiume, solitamente frequentato da podisti e ciclisti.

Proprio su quell'altro tracciato a un certo punto la 30enne ha visto sopraggiungere un uomo tra i 40 e 50 anni in sella ad un rampichino, accompagnato da una bambina, pure lei in bicicletta.

Malgrado le loro strade non si sarebbero incrociate, la ragazza ha richiamato i cani e li ha trattenuti in attesa che passassero i ciclisti.

Ma i due si sono comunque fermati ad alcuni metri dalla ragazza. L'uomo le ha subito fatto presente di non gradire che i due cani scorrazzassero senza guinzaglio. Poi le si è avvicinato con fare minaccioso e le ha urlato qualche insulto in dialetto. La donna ha cercato di controbattere ma l'uomo l'ha afferrata per un braccio ed ha continuato ad inveire contro di lei, dandole pure della "taliana". Alla fine è stata la bambina a riuscire a persuadere il padre ad interrompere il litigio e riprendere la pedalata.

Questo il racconto della 30enne riportato oggi da La Regione. Certo, occorrerebbe sentire anche l'altra campana, quella del ciclista e di sua figlia. Resta il fatto che si tratta di un'ennesima testimonianza di quanto sia difficile la convivenza tra proprietari di cani e resto del mondo.

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