
La strada è ancora lunga per l’iniziativa parlamentare che propone di allentare il divieto di cabotaggio, cioè quello che impedisce alle compagnie straniere di effettuare voli interni. Ma, dopo il primo via libera ottenuto dalla commissione trasporti del Consiglio degli Stati, l’Associazione Passeggeri e Aeroporti della Svizzera Italiana guarda speranzosa a Berna anche perché - con un sì definitivo - si presenterebbe la possibilità di collegare Lugano con Ginevra. «Una città molto lontana dal Ticino», afferma il co-presidente Michele Rossi. «È importante creare le premesse perché si possa avere un collegamento di giornata con la seconda piazza finanziaria della Svizzera».
Una tratta non più servita
Si è parlato di questi recenti sviluppi all’assemblea di ASPASI di ieri sera, alla quale ha presenziato il già direttore di Lugano Airport Davide Pedrioli. Oggi consulente strategico per la Città di Lugano, ci ricorda perché nessuna compagnia elvetica vuole servire la tratta Lugano-Ginevra. «Swiss ha qualche aereo regionale, ma dai piccoli aerei che operavano a Lugano si è spostata su velivoli da 70/100 posti». Gli sviluppi sul dossier sui diritti di cabotaggio impongono nuove riflessioni, in particolare bisognerà chinarsi su certe questioni tecniche. «Sappiamo che l’aeroporto di Lugano ha delle criticità relative alla procedura di avvicinamento e atterraggio», dichiara Rossi. Inoltre, a livello di pianificazione «ci sono delle schede che andrebbero ristudiate per permettere una crescita dell’aeroporto».
Lugano riattiverà i contatti
Se l’allentamento del divieto di cabotaggio dovesse essere infine accettato dalle Camere federali, toccherà alla Città di Lugano il compito di trovare la compagnia aerea disposta a volare in Ticino. «Si tratta di riattivare i contatti che già abbiamo», spiega Pedrioli, che ancora non può fare nomi. Tuttavia, «ci sono diverse compagnie aeree non svizzere che sono interessate a fare questo tipo di collegamento».

