
Ridurre l'offerta, aumentare i prezzi o riversare oneri sui comuni? Questo è il problema. È di nuovo lui, il credito per il finanziamento del trasporto pubblico, a tenere banco in Commissione della Gestione. E i mal di pancia sono all'orizzonte.
Se ormai la maggioranza a favore della decurtazione di 54 milioni dal credito c'è, altra questione è mettersi d'accordo su dove tagliare. Ai soldi che andranno ad appannaggio del trasporto pubblico ticinese, cronicamente deficitario, deve essere levato l'importo di tre anni di tassa di collegamento. La contestatissima misura potrebbe infatti cedere davanti alle urne.
Fin qui, tutto bene. Non fosse che il Consiglio di Stato, rispondendo ad una serie di domande poste dai commissari, ha fatto sapere che gli scenari di risparmio sono tre:
Numero uno: ridurre l'offerta, quindi tagliare trasporti presumibilmente nelle zone periferiche. Numero due: aumentare le entrate, cioè il prezzo dei biglietti. Tre: aumentare l'onere a carico dei comuni.
E adesso la domanda è semplice: i deputati dovranno esprimere una preferenza?
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