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Ticino
Trasportò coca da Berna al Ticino
Trasportò coca da Berna al Ticino
Trasportò coca da Berna al Ticino
Redazione
8 anni fa
Il TF ha confermato l'espulsione penale di un 30enne dominicano, arrestato nel 2016 e condannato a 22 mesi di carcere

Il 30enne cittadino dominicano condannato il 20 luglio 2017 dalla Corte delle assise correzionali a 22 mesi di carcere e all’espulsione dalla Svizzera per 9 anni - poi ridotti a 5 dalla Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino (CARP) il 1° marzo 2018 - per infrazione aggravata e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti (LStup) dovrà lasciare il Paese. Lo ha deciso il 21 agosto scorso il Tribunale federale (TF), respingendo il ricorso del uomo, patrocinato dall’avv. Cesare Lepori, contro la sentenza della Corte ticinese.

Il 30enne era stato arrestato nel 2016 mentre trasportava quasi 190 grammi di cocaina da Berna al Ticino assieme a due connazionali (vedi articolo suggerito). Già in passato, ha rammentato il TF, l’uomo aveva interessato le autorità penali svizzere: il 9 dicembre 2014 era stato condannato per guida in stato di inattitudine e l'8 agosto 2016 per infrazione alla LStup (per aver alienato 66 grammi di cocaina), nonché per contravvenzione alla LStup (per aver consumato 6 grammi di cocaina). Tra il 2011 e il 2013, inoltre, l'Ufficio della migrazione gli aveva pure inflitto due multe  per aver contravvenuto allaLegge federale sugli stranieri (LStr), successivamente commutate in una pena detentiva di due giorni a causa del loro mancato pagamento. A suoi carico, infine, risultano 64 attestati di carenza beni, oltre a 7 domande d'esecuzione, per un totale superiore a 40'000 franchi. In seguito alla prima condanna e alla luce della sua situazione debitoria, il 6 maggio 2016 l'Ufficio della migrazione lo aveva ammonito una prima volta, paventando la possibilità di una revoca del suo permesso B in caso di reiterazione. Dopo la seconda condanna, il 4 novembre 2016 l’uomo era stato nuovamente ammonito.

La Corte federale, considerato che che tali elementi non possono far trasparire “una particolare integrazione del ricorrente”, ha concluso che, alla luce delle molte condanne a suo carico, il suo interesse privato a rimanere in Svizzera (i suoi due figli risiedono in Ticino con la moglie, ndr) non può in alcun modo prevalere su quello pubblico e che il provvedimento di allontanamento rispetta il principio della proporzionalità.

nic

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