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Ticino
Trasporti pubblici, il SISA boccia il DECS
Foto SISA
Foto SISA
Lara Sargenti
6 anni fa
Per il sindacato la decisione di cambiare orario si è dimostrata “inefficace” e non all’altezza della gravità della situazione: “Occorrono più corse nelle tratte più critiche”

A quattro giorni dall’entrata in vigore della modifica dell’orario nelle scuole medie superiori, la situazione sui trasporti pubblici “non è migliorata in maniera significativa. Restano molte infatti le tratte che continuano ad essere affollate, soprattutto la sera, in cui il posticipo dell’inizio delle lezioni ha semplicemente spostato il problema di un’ora”. A ribadirlo è il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) che ha promosso un’azione in diverse scuole medie superiori volta a denunciare la situazione, con striscioni appesi ai cancelli degli istituti scolastici e sulla tratta casa-scuola.

Per il sindacato l’intervento del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) si è dimostrato nei fatti “inefficace e non all’altezza della gravità della situazione”. Il sindacato lamenta in particolare il fatto che “nessun provvedimento è stato proposto per le scuole professionali, le cui pessime condizioni del trasporto pubblico sono manifeste”. Nelle scuole medie superiori invece la proposta mette “in difficoltà le studentesse e gli studenti provenienti dalle valli e aggrava in maniera tangibile le condizioni di studio del corpo studentesco: la riduzione delle pause si accompagna ad un calo dell’attenzione durante le lezioni e al peggioramento della qualità dell’apprendimento”.

Secondo il SISA è inammissibile credere che “attraverso un semplice cambio di orario – provvedimento peraltro applicato senza minimamente consultare le parti in causa, tra cui le studentesse e gli studenti ed il sindacato studentesco – si riesca ad arginare il problema dell’affollamento del trasporto pubblico”. Al contrario, per il SISA è necessario un intervento serio e puntuale volto ad introdurre delle corse supplementari nelle tratte più critiche. È quello che peraltro suggerisce la petizione lanciata oltre due settimane fa dal SISA, che il sindacato intende portare avanti per contrastare la misura proposta dal DECS e l’atteggiamento “semplicistico” del Governo.

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