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Mobilità
Trasporti ’45, l’ATA chiede di puntare su ferrovia e mobilità lenta
© CdT/Gabriele Putzu
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Red. Online
9 ore fa
L’associazione critica il mantenimento di nuovi ampliamenti autostradali e richiama il voto del 2024 – «La Confederazione deve dare la priorità alla ferrovia, agli spostamenti a piedi e in bici»

Una pianificazione comune di ferrovia, strade e trasporti d’agglomerato può essere un’occasione, ma deve tradursi in scelte coerenti. È questa, in sintesi, la posizione dell’ATA, Associazione traffico e ambiente, che contesta l’impostazione del progetto federale «Trasporti ’45». L’organizzazione chiede un cambiamento di rotta: meno capacità autostradale e più investimenti nel trasporto pubblico, nella mobilità pedonale e in quella ciclabile.

L’ATA riconosce come positivo il fatto che, per la prima volta, i progetti ferroviari, stradali e d’agglomerato siano considerati insieme. Ma, a suo avviso, questa visione d’insieme non basta se la Confederazione continua a mantenere interventi che puntano ad ampliare le autostrade. «Proseguire con gli ampliamenti autostradali, inclusi anche progetti già respinti e semplicemente riproposti sotto una nuova veste, è una pessima strategia», afferma Thomas Ruckstuhl, vicepresidente dell’associazione.

Nel mirino due tratti della A1

Tra gli interventi che l’ATA contesta figurano l’ampliamento a sei corsie tra Aarau Est e Birrfeld, nel Canton Argovia, e quello tra Perly e Bernex, nella regione di Ginevra. Il Consiglio federale intende inserirli nella fase di potenziamento 2027. L’associazione giudica particolarmente difficile da comprendere la priorità attribuita ai due progetti, sostenendo che il rapporto degli esperti ne individua una necessità effettiva soltanto dopo il 2045. Per l’ATA, anche altri interventi autostradali già respinti in passato non dovrebbero tornare nell’agenda federale. La richiesta è di aggiornare le valutazioni e rinunciare alle opere che, secondo l’associazione, non sono giustificabili sul piano dei trasporti, del clima, delle finanze e del consenso democratico.

Le critiche del Controllo federale delle finanze

La presa di posizione dell’ATA arriva mentre il progetto è ancora in consultazione, aperta fino al 9 ottobre. A metà settembre anche il Controllo federale delle finanze aveva segnalato carenze nella pianificazione: tra i rilievi figurano basi decisionali incomplete, dati non aggiornati e l’assenza di un esame sistematico di alternative meno costose agli ampliamenti autostradali. Nel caso di Perly–Bernex, il Controllo federale delle finanze ha inoltre osservato che la redditività stimata potrebbe essere sensibilmente inferiore alle valutazioni iniziali. Il DATEC e gli uffici federali competenti hanno respinto le critiche, ricordando che le priorità non dipendono soltanto dai calcoli economici e che vanno considerati anche elementi come la resilienza delle reti, la stabilità dell’esercizio e lo sviluppo regionale.

«Più ferrovia, soprattutto sull’asse est-ovest»

Per l’ATA, il riequilibrio dovrebbe partire da un impegno più netto a favore della ferrovia, in particolare sull’asse est-ovest. Entro la fase di pianificazione del 2031, chiede che sia presentata una strategia accompagnata dai relativi progetti. L’associazione valuta positivamente che per la rete ferroviaria si dia priorità all’aumento delle capacità, anziché alla riduzione dei tempi di percorrenza.

L’organizzazione critica invece il fatto che i programmi d’agglomerato non siano oggetto di una riforma. Tram, autobus e piste ciclabili possono contribuire a ridurre la pressione sulle autostrade e sulle linee ferroviarie regionali, soprattutto sulle distanze brevi. Per questo, secondo l’ATA, gli adeguamenti normativi in quest’ambito dovrebbero essere una priorità della nuova pianificazione.

Il dossier ticinese

In Ticino «Trasporti ’45» è già stato al centro di diverse prese di posizione. Il Consiglio di Stato ha giudicato il progetto insufficiente per rispondere alle esigenze cantonali: ha chiesto più investimenti ferroviari e di riportare entro il 2045 il collegamento tra Bellinzona e Locarno, che nella proposta federale è rinviato al 2055. Il Governo ha invece condiviso l’inserimento del potenziamento autostradale PoLuMe, tra Lugano e Mendrisio, nell’orizzonte 2045.

La posizione dell’ATA, che chiede di non puntare su nuove capacità autostradali, si inserisce quindi in un dibattito nel quale le priorità ticinesi e quelle dell’associazione ambientalista non coincidono.