
Il progetto «Trasporti ‘45», presentato ieri dal Consiglio federale e contenente i «punti chiave per l’ampliamento dell’infrastruttura di trasporto fino al 2045», non convince ProGottardo. Secondo l’associazione, dopo l’esplosione dei costi previsti per i progetti di ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e dopo il «no» popolare ai progetti autostradali, il consigliere federale Albert Rösti «ha ottenuto quanto cercava: una legittimità scientifica per una politica dei trasporti tutto sommato chiusa entro i confini nazionali, succube degli interessi regionali e priva di una visione e di una strategia a lungo termine». A farne le spese, si legge in una nota stampa, «gli interessi nazionali sovraordinati, fra cui quelli legati all’emergenza ecologica e al trasferimento del traffico dalla strada ai binari, alla capacità concorrenziale della ferrovia, alle connessioni con l’Europa e, non da ultimo, alle esigenze del Ticino e di tutta l’area metropolitana a sud delle Alpi».
L’auspicio
Gli interessi regionali di chi ha potere contrattuale «stanno di nuovo prevalendo», deplora l'associazione. «Lo esemplifica l’imponente progetto della stazione sotterranea di Basilea. Declassato dal rapporto Weidmann, è bastato un ridimensionamento e un mese di pressione per farlo rientrare nella progettazione». La ProGottardo Ferrovia d’Europa ricorda che a giugno verrà mandato in consultazione il Messaggio 2026 sull’ampliamento delle infrastrutture ferroviarie. «Vi è quindi il tempo necessario per alimentare la discussione anche sull’importanza degli assi est-ovest e nord-sud, con il completamento di AlpTransit quale opera essenziale per il futuro del paese e per il Ticino». Il Cantone «ha molto da dire; deve far valere le proprie buone ragioni e cercare, nel limite del possibile, alleanze con gli altri Cantoni sull’asse gottardiano e fuori dai confini, soprattutto in Italia».
Le condizioni per il completamento di AlpTransit
Il completamento di AlpTransiti – si legge ancora – «ha buone possibilità di rientrare in discussione, a quattro condizioni». Anzitutto «occorre che il Consiglio di Stato ‘in primis’ trovi una posizione condivisa sul progetto a lungo termine e sulle tappe di realizzazione». L’idea, apparsa recentemente, di superare il collo di bottiglia di Lugano tramite una stazione passante sotterranea «può essere il ‘game changer’». In secondo luogo, la questione delle risorse finanziarie è il tallone d’Achille dell’ampliamento delle infrastrutture. Pertanto «servono nuove proposte praticabili e convincenti di modalità di finanziamento che facciano ricorso al partenariato pubblico-privato». È altresì indispensabile «il supporto internazionale, proveniente anzitutto dall’Italia, ma anche dalla Germania e dall’Europa». In quest’ottica «si è già costituita l’Alleanza Sud delle Alpi, a cui hanno aderito il Ticino, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria». Infine il Ticino, possibilmente con altri Cantoni dell’asse gottardiano, la Regio Insubrica e la Città dei Laghi, «deve promuovere un’azione di presenza e di lobbying a livello nazionale che non permetta più al resto della Svizzera di rimuovere il problema e le esigenze a sud delle Alpi».

