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Trasporti 2045, in Ticino prevale la delusione: che cosa non ha funzionato?
Red. Online
3 ore fa
Dei 450 milioni di franchi preventivati, il programma federale ne prevede unicamente 15 per il potenziamento ferroviario - Bruno Storni e Simone Gianini: «La Deputazione ticinese al lavoro per cambiare le cose»

Sembra essere la delusione il sentimento predominante in Ticino all'indomani della messa in consultazione del piano federale «Trasporti 2045» da parte del Consiglio federale. Delusione dovuta al fatto che gli investimenti previsti per il cantone sono fortemente ridotti rispetto alle aspettative, soprattutto sul fronte del potenziamento ferroviario. Dei 450 milioni di franchi preventivati, il programma federale ne prevede unicamente 15.

Bruno Storni: «I progetti non erano ancora maturi»

Che cosa non ha funzionato? Secondo Bruno Storni, presidente della deputazione ticinese alle Camere a Berna, «la Confederazione ha cambiato strategia questa volta per presentare e per selezionare i progetti. La strategia prevedeva che si arrivi con dei progetti già strutturati bene, già finanziabili. Nel momento in cui i progetti sono stati sottoposti al professor Weidmann per la prioritizzazione, i nostri non erano ancora così maturi. Sono convinto che riusciremo a inserirli nei prossimi due Messaggi».

Delusione, dicevamo, ma non sorpresa. La decisione di Berna, infatti, non era inattesa e la deputazione ticinese sta lavorando proprio per cambiare questo stato di cose. 

Simone Gianini: «Bisogna essere solidi e uniti»

A tal proposito, il deputato PLR, nonché co-presidente di Pro Gottardo, Simone Gianini, spiega: «Si sta lavorando e capisco che il Ticino faccia valere le sue prerogative, anche molto puntuali. Non si è ancora arrivati a tetto, ma ho una certa fiducia che con l'unità della deputazione ticinese (e sarà pure necessario che il Consiglio di Stato abbia un buon rapporto con il Consiglio federale) questi interventi puntuali - parliamo comunque di oltre 400 milioni di franchi - potranno essere portati a casa per il 2035. Per la visione più a lungo termine, quindi, quella del completamento di AlpTransit, rispettivamente dello scioglimento del nodo tra A2-A13 e PoLuMe, bisognerà mettere in campo una strategia che non sia semplicemente rivendicativa. Il Ticino dovrà essere solido anche dal punto di vista della documentazione. Bisogna assolutamente continuare a solidificare questi progetti, che stanno stanno andando nella direzione giusta».

Un jolly giocato male?

A proposito del fronte stradale, al di là della delicata questione che a tratti sa di derby tutto ticinese PoLuMe-A2-A13, c'è una buona notizia: oltre 57 milioni di franchi per la galleria Moscia-Acapulco. Un «jolly giocato male», secondo il consigliere di Stato Claudio Zali, intervistato oggi dal Corriere del Ticino.

Non è però dello stesso avviso Bruno Storni, che commenta: «Se il Cantone voleva giocare il jolly, come dice Zali, la circonvallazione Agno-Bioggio avrebbe comunque potuto assumersi maggiori costi del non sussidiamento della galleria di Moscia, che in questo caso l'avrebbe poi ripresa il Cantone. Quindi io trovo che non sia un jolly sprecato. Anzi è una opportunità che abbiamo sfruttato, e non è stato semplice. Vedremo in primavera: sicuramente i 57 milioni sono nel Messaggio».