
Si è parlato del futuro economico del Bellinzonese. Di treni superveloci e digitalizzazione. Ma il piatto forte dell’incontro di oggi a Lucerna tra città, cantone e ferrovie era soprattutto il possibile trasloco delle Officine ad Arbedo-Castione.L’ipotesi, su cui Bellinzona vuole vederci chiaro, è stata illustrata dalle FFS in una lettera d’intenti dei giorni scorsi. Un disegno che comporterebbe negli anni una soppressione di molti posti di lavoro; ma non escluso a priori, ci dice il sindaco da noi raggiunto a fine incontro. Per Mario Branda occorre infatti essere realisti: soltanto investendo in un moderno polo industriale si potrà cavalcare l’onda delle nuove tecnologie che si stanno facendo strada in tutto il mondo. Se questo sorgerà sull’attuale sedime o altrove lo si saprà nei prossimi mesi.Ed è qui che entrano in gioco le domande di città e cantone. Meno posti di lavoro, uguale maggiore automazione? Soprattutto, su cosa si concentrerà di preciso l’attività della nuova Officina per garantire lo sviluppo del Bellinzonese nel medio-lungo termine?Infine, cosa ne sarà dell’area dove ora sorge l’attuale industria? Tutte domande che dovrebbero trovare risposte precise entro quattro-cinque mesi al massimo. Quando, dunque, si saprà se per lo storico polo industriale sussistono o no le premesse per imbarcarsi verso un nuovo futuro.
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