
La Società ticinese per l'arte e la natura (STAN) ha inoltrato formale opposizione contro il progetto di trasformazione della ex chiesa dei frati Cappuccini di Lugano in scuola d’infanzia privata, perché «snaturerebbe completamente gli spazi dell’edificio, ricavando al suo interno addirittura due piani da adibire ad aule, refettorio e locali tecnici per l’asilo. Se tali operazioni possono essere concepite in altre situazioni, con edifici di minore rilevanza, non ci si capacita come sia stato possibile pensare questo progetto di fronte ad una pregevole testimonianza architettonica del ‘600». Lo si legge in un comunicato stampa oidierno della STAN.
La nota prosegue: «Il progetto propone interventi che stravolgono l’interno della chiesa, che pur spogliato di gran parte dell’apparato decorativo con gli interventi degli anni ’80, esprime ancora la potenza del disegno architettonico originale e la sua precisione costruttiva. Il valore dell’edificio – seppur non riconosciuto come bene culturale nonostante la reiterata proposta dell’Ufficio beni culturali – è attestato anche nelle schede ad esso consacrate dall’Ufficio Patrimonio della Città di Lugano e dalla Guida d’arte della Svizzera Italiana della SSAS».
La STAN considera lodevole che «la Fondazione si sia fatta attrice della sopravvivenza dello storico convento e interprete del sentimento di riconoscenza dei Luganesi nei confronti dei Cappuccini. Invita però a ripensare la destinazione della chiesa, anche in considerazione del fatto che, nonostante tutte le nuove aperture previste nell’antica muratura, e i fori nelle volte e nel tetto, gli ambienti ottenuti resterebbero sempre poco illuminati da fonte naturale per accogliere dei bambini. In un complesso così ampio come l’ex convento dei Cappuccini di Lugano è possibile trovare o ricuperare locali più consoni a un asilo d’infanzia». La società «ritiene che la Licenza edilizia per questo progetto non possa essere concessa per diversi motivi puntuali: il Piano regolatore di Lugano prevede un intervento conservativo, seppur limitato, per la chiesa, mentre l’ISOS, l’Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere colloca la chiesa della Santissima Trinità all’interno del gruppo 8.3 con obiettivo di salvaguardia A, il più alto. L’edificio, che potrebbe essere utilizzato per altri scopi, meriterebbe innanzitutto una accurata indagine al suo interno, così come prescrivono i Principi per la tutela dei monumenti storici in Svizzera. Ciò permetterebbe anche di indagare le espressive decorazioni parietali che affiorano sotto i distacchi della pittura degli anni ’80», conclude la nota.

