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Mendrisio
«Trame di comunità»: l'inclusione attraverso l'arte
Redazione
17 ore fa
La mostra itinerante promossa dalla Fondazione Don Guanella sarà visitabile nella nuova ala del FoxTown. Un'occasione per riflettere su accessibilità e inclusione

Dopo le prime tre tappe in luoghi culturali del Cantone (Sala Al Torchio di Riva San Vitale, La Filanda di Mendrisio e Biblioteca cantonale di Bellinzona), la mostra «Trame di Comunità» si apre a un pubblico più ampio e non specialistico approdando nella nuova ala del Fox Town di Mendrisio. Uno spazio di vita quotidiano - spiega il direttore della Fondazione Don Guanella Simone Maritan - dove raccontare il tema dell'inclusione attraverso il linguaggio artistico. «Il fatto che una persona che passa per fare degli acquisti possa essere stupito da un quadro o un racconto era qualcosa che ci piaceva da proporre alla popolazione».

Opere collettive per completarsi

Una mostra di arte collettiva realizzata da persone con disabilità, nella quale vengono espresse le loro emozioni e i loro sentimenti. Messaggi che sono delle vere e proprie storie, illustra Elena Ferri, responsabile del Laboratorio Arte Immagine della Fondazione che proprio quest'anno spegne 100 candeline. «Alle tele hanno partecipato più persone. Con l'obiettivo che la risorsa di una persona potesse compensare il limite di un altro. Un po' quello che avviene nello spazio comunitario, dove ci si aiuta e si collabora». Opere che sono accompagnate da fotografie dei partecipanti e da un racconto delle stesse.

L'esclusione sociale costa di più

Un'iniziativa che si inserisce alla perfezione nel progetto «La città che include», lanciato da Mendrisio affinché il Borgo sia davvero magnifico per tutti. Un'accessibilità - spiega il capodicastero Socialità e pari opportunità Daniele Caverzasio - che non dipende solo dalle barriere architettoniche. «C'è anche un discorso culturale, di cambio di paradigmi, di immaginare come possiamo modificare anche con piccole cose il nostro vivere la città, in modo che chiunque possa viverla allo stesso modo». Inclusione che non significa far spazio a qualcuno, ma tessere relazioni in modo da sentirsi accolti. Che richiede progettazione e non adattamento. Sforzi e risorse finanziare. Ma non essere inclusivi - assicura Caverzasio - costa di più.