
Non c’è pace – è proprio il caso di dirlo – per il Tram-Treno del Luganese. Come aveva riferito Teleticino giovedì anche le FFS si sono recentemente unite alla pioggia di ricorsi e opposizioni (fra cui quella di AIL) inoltrati all’Ufficio Federale dei Trasporti, contro il progetto promosso dal Dipartimento del Territorio.
Ma la lista dei contrari non finisce qui. E conta un’altra realtà di peso: oltre al colosso dei trasporti su rotaia e al plotone di aziende e privati, ad inoltrare qualche giorno fa la propria opposizione è stato infatti anche il numero uno per le infrastrutture stradali, l’USTRA, che, contattato dai colleghi di TeleTicino, ha confermato la notizia.
Come per le FFS, anche per l’Ufficio Federale delle Strade il tratto problematico del percorso è quello dell’area industriale Manno-Bioggio. A differire sono però i motivi. Se per l’ex Regia Federale con il tracciato attuale si pone infatti un problema di “accessibilità” e “conflitto con le infrastrutture FFS esistenti”, per l’USTRA (che di principio sostiene il progetto) la preoccupazione è piuttosto quella dello smaltimento del traffico.
Con l’arrivo del Tram, ci è stato spiegato, il nodo di Manno-Suglio (già oggi sovraccarico) potrebbe infatti rischiare di “intasarsi” completamente e paralizzare il traffico veicolare (il Tram passerà ogni 10 minuti) creando disagi e pericoli per la vicina infrastruttura autostradale. Insomma il progetto del DT potrebbe essere la goccia che porterebbe il famoso vaso a traboccare.
Preoccupazioni e critiche che, per la verità, USTRA aveva già comunicato all’Ufficio Federale dei Trasporti ad inizio febbraio (in quanto proprietaria delle limitrofe infrastrutture autostradali) nell’ambito della procedura di consultazione federale. In parallelo però è stato anche deciso, come detto, di inoltrare un’opposizione cautelativa per una maggiore tutela giuridica e nella speranza di trovare una soluzione congiunta.
Tutti i dettagli nell'edizione del TG di TeleTicino delle 18:45
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