
In questi giorni si sta avviando a conclusione l’anno scolastico per 55 mila allievi e 5.000 docenti delle scuole ticinesi. Questa mattina, a Bellinzona, è stato fatto il punto dei mesi trascorsi durante la conferenza stampa tenuta dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). «Grazie alla scuola pubblica, anche quest’anno, a tutti questi bambini e giovani è stata data una possibilità straordinaria: ottenere una formazione di alta qualità; una formazione che è aperta e accessibile a tutti», ha sottolineato la consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti in apertura della conferenza stampa.
Un anno intenso
L’anno scolastico appena trascorso è stato «un anno intenso». Nel 2025-2026 sono stati infatti portati avanti diversi cantieri importanti di miglioramento continuo. «Abbiamo presentato il Messaggio del Consiglio di Stato sul superamento dei corsi A e B in tedesco e matematica alle scuole medie. Sono inoltre in fase conclusiva i lavori per attuare da settembre l’anticipo del tedesco in prima media», ha indicato la direttrice del DECS. Sono intanto avanzati gli sforzi nei diversi ambiti disciplinari. È pure terminata la fase di raccolta partecipativa di proposte per la revisione della Legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare.
Sforzi moltiplicati
Non solo. Da inizio 2026 l’orientamento scolastico e professionale è stato potenziato con il divieto di utilizzo dei dispositivi mobili personali nelle scuole medie. «Divieto esteso anche alle scuole comunali». Proseguono pure i lavori partecipativi relativi al nuovo Piano quadro degli studi liceali. Sono stati moltiplicati gli sforzi per rafforzare la prevenzione del razzismo nella scuola, in ambito sportivo e culturale. «Abbiamo creato un Gruppo di lavoro su un tema molto delicato, quello del suicidio giovanile, così da rafforzare la prevenzione. Abbiamo fatto passi avanti nella riorganizzazione dei sostegni ad allievi e allieve con bisogni educativi particolari, un cantiere annunciato a fine 2023-2024».
L’importanza del sapere
La direttrice del DECS ha insistito sugli sforzi fatti per prevenire e far fronte a situazioni di disagio e ha evidenziato la necessità di «investire costantemente sul sapere: la scuola, i suoi operatori, lo fanno quotidianamente. E i risultati si vedono». Come indicano i dati statistici, gli allievi, gli studenti ticinesi ottengono dei buoni e ottimi risultati a livello scolastico e formativo. «Siamo decisamente un passo avanti a livello di maturità liceale, professionale o specializzata rispetto a tutti gli altri Cantoni svizzeri (58%, a fronte di una media nazionale del 42%). Studenti ottengono inoltre buoni risultati a livello di studi universitari e dei politecnici». Inoltre, evidenzia Carobbio Guscetti, «trasmettere il sapere significa fornire ai giovani un bagaglio culturale cruciale. Vuol dire anche insegnare a porre domande, a contestualizzare, a interrogare in modo critico quanto ci circonda, a sviluppare capacità di discernimento, a difendersi e a far valere le proprie idee e le proprie aspirazioni. Significa dare loro la base per esercitare una cittadinanza attiva e consapevole».
Il caso di Giubiasco
L’anno scolastico che si sta concludendo «non sempre è stato facile», spiega ancora la direttrice del DECS. Per quanto riguarda il caso che ha toccato la Scuola media di Giubiasco «aspettiamo l’esito dell’inchiesta, i lavori della Magistratura fanno il loro corso. Quello che è chiaro, a prescindere dall’esito, è che gli sforzi a livello di scuola e di società a favore del rispetto e dell’integrità personale e a favore della prevenzione di violazioni di ogni genere devono essere rafforzati». Negli ultimi tre anni l’attenzione al tema è cresciuta costantemente in seno al Dipartimento.
Al via la sensibilizzazione
«Si intende investire ulteriormente in questo ambito», ha dichiarato a tal proposito la Consigliera di Stato. Il DECS sta infatti riesaminando i dispositivi esistenti relativi ai comportamenti inadeguati, con lo scopo di incrementare gli strumenti di ascolto e le possibilità di segnalazione di situazioni di disagio o di possibili abusi. «Fondamentale è pure la formazione dei docenti», per questo è stata avviata la sensibilizzazione rivolta a tutti gli operatori scolastici della scuola dell’obbligo «sull’educazione all’affettività e alla sessualità, che comprende una parte legata al rispetto di sé e degli altri e alla prevenzione di violenze». Il DECS sta inoltre lavorando per proporre una specifica formazione inizialmente creata per i funzionari dirigenti anche alle direzioni di tutti gli istituti scolastici cantonali.

