
Cala il sipario sulla tragedia di Quinto. Come riferisce il Corriere del Ticino il procuratore pubblico Arturo Garzoni ha deciso di non ricorrere contro la sentenza di assoluzione del 52enne italo-rumeno, che il 26 luglio 2016, a bordo del suo camion, aveva travolto un'auto incolonnata sulla A2, schiacciandola e provocando la morte immediata della famiglia tedesca a bordo che stava tornando a casa dalle vacanze. A perdere la vita furono i genitori di 43 anni e le bimbe di 8 e 12 anni.
Il 52enne, ricordiamo, non aveva fatto in tempo a frenare a causa di un colpo di sono dovuto a una grave sindrome, di cui era affetto a sua insaputa, che ostruisce il riposo notturno con conseguente sonnolenza diurna. Era quanto aveva stabilito la perizia medica realizzata dal Centro del sonno dell’Ente ospedaliero cantonale per conto della Corte delle Assise correzionali, presieduta dal giudice Mauro Ermani, che l'aveva ritenuta valida, decretando il proscioglimento del camionista lo scorso 11 marzo a Lugano.
Ricevute e valutate le motivazioni scritte, l'accusa ha deciso di non contestare la sentenza.
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