
Il sequestro di 7 cuccioli di carlino avvenuto lunedì scorso a Brogeda rilancia la questione del traffico illecito di animali da compagnia. Sempre più cani e gatti, infatti, arrivano alle frontiere svizzere senza le dovute certificazioni, o con documenti falsi. Abbiamo incontrato il presidente della società di Protezione Animali di Bellinzona Besomi per approfondire una problematica che sembra essere in peggioramento.
Le procedure
I controlli di importazione di animali avvengono dapprima alla frontiera. "Ci sono le guardie di confine che fermano l'automobilista e cominciano una serie di controlli”, spiega Besomi. “Se rilevano che possono esserci delle anormalità, interpellano l'Ufficio del veterinario cantonale, che prende le misure necessarie a garantire la salute degli animali ed evitare che possano importare malattie ad altri animali o a persone”.
Il rischio di malattie
Questi traffici illeciti comportano grossi rischi per gli animali, che spesso perdono la vita durante il viaggio, ma anche per le persone. "L'elemento più pericoloso in assoluto è il rischio di rabbia. La Svizzera è esente dalla malattia da decenni. Purtroppo, non tutti i paesi europei lo sono e l'importazione di animali non correttamente vaccinati può portare questa malattia, che è mortale per l'uomo. Bisogna fare attenzione affinché gli animali che entrano in Svizzera siano correttamente vaccinati".
Un fenomeno in aumento
Spesso gli animali in questione devono sopportare dei viaggi che portano dall’Est Europa alla Svizzera attraverso l’Italia. Secondo Besomi la situazione continua a peggiorare. “Abbiamo sempre più animali che devono essere messi in quarantena perché provengono da paesi con rischio di rabbia elevato e sono sprovvisti dei necessari documenti. O peggio ancora sono provvisti di documenti, ma falsificati. La falsificazione di questa documentazione arriva a degli ottimi livelli, tanto che è sempre più difficile distinguerne uno vero da uno falso”.
I consigli
Per chi vuole un animale dall’estero deve tenere conto di una serie di accorgimenti per non incappare in problemi, consiglia Besomi. “È importante rivolgersi a degli allevatori seri, che hanno una storia o un'esperienza che possono dimostrare. Si sconsigliano gli acquisti in internet da associazioni o rivenditori, che propongono decine di razze di cane e sempre fornibili tutto l'anno. In quel caso c'è il sospetto che ci sia qualcosa di poco chiaro”.

