
La situazione del traffico attraverso la galleria Mappo Morettina è finita ancora una volta sotto la lente della politica con l’interrogazione inoltrata oggi dal granconsigliere Paolo Caroni (Il Centro) al Consiglio di Stato. Caroni ricorda che, quasi un anno fa, il 10 giugno 2025 aveva già presentato un’interrogazione sul tema intitolata «Episodio del 28 maggio 2025 - che fine ha fatto il manuale di applicazione delle misure di gestione del traffico in caso di chiusura della galleria Mappo-Morettina?» che, al momento, rimane senza risposta.
Una circostanza «di particolare rilievo»
La circostanza, spiega il firmatario, assume particolare rilievo anche alla luce di quanto avvenuto oggi nel Locarnese, con il traffico rimasto di fatto fortemente congestionato all’entrata della galleria. «Nel corso della mattinata le informazioni risultavano frammentarie e incerte: non era chiaro se la galleria Mappo-Morettina fosse chiusa, mentre alcuni utenti segnalavano semafori rossi in entrata alla galleria». Al di là dell’accertamento puntuale dei fatti odierni, evidenzia Caroni, l’episodio «conferma come il tema oggetto dell’interrogazione del giugno 2025 fosse ed è tuttora di attualità e di interesse pubblico generale», ricordando anche il termine (60 giorni) entro il quale il Governo dovrebbe rispondere per iscritto alle interrogazioni.
I quesiti posti al Governo
Alla luce di queste osservazioni, Caroni pone una serie di domande al Consiglio di Stato:
- Per quali motivi non è stato rispettato il termine per rispondere all’interrogazione del 10 giugno 2025 concernente la galleria Mappo-Morettina?
- Quali sono, in dettaglio, le ragioni per cui, a distanza di quasi un anno dal deposito dell’atto parlamentare, non è ancora stata fornita alcuna risposta?
- In quale fase si trova attualmente la preparazione della risposta e quali passi concreti sono già stati compiuti sino ad oggi?
- Vi sono stati impedimenti particolari, richieste di approfondimento, problemi di coordinamento interno o altre circostanze eccezionali che hanno determinato tale ritardo? In caso affermativo, quali esattamente?
- Il Consiglio di Stato ritiene conforme al corretto funzionamento dei rapporti istituzionali il fatto che un’interrogazione rimanga senza risposta per un periodo così prolungato, nonostante il termine legale di 60 giorni?
- Qual è, mediamente, il tempo di evasione delle interrogazioni per ciascun Dipartimento?
- Quante delle interrogazioni attualmente pendenti hanno già superato il termine di 60 giorni previsto dall’art. 98 cpv. 3 LGC?
- Di queste interrogazioni scadute, quante hanno superato il termine da oltre 3 mesi, da oltre 6 mesi e da oltre 12 mesi?
- Il Consiglio di Stato dispone di un sistema di monitoraggio interno delle interrogazioni pendenti e dei relativi termini di risposta? In caso affermativo, come funziona?
- Quali misure organizzative intende adottare il Consiglio di Stato affinché il termine legale di risposta sia, di regola, effettivamente rispettato e gli eventuali ritardi restino limitati a casi eccezionali, motivati e trasparenti?
- Entro quale data il Consiglio di Stato prevede finalmente di trasmettere la risposta all’interrogazione del 10 giugno 2025?

