
Ha avuto un ruolo organizzativo di primaria importanza, mantenendo i contatti tra i vertici del commercio illegale e gli acquirenti della droga. Lo ha fatto in piena consapevolezza, e con il solo scopo di arricchirsi.
Con questa motivazione la Corte del Tribunale penale federale presieduta dal giudice Tito Ponti ha condannato ieri a Bellinzona un 62.enne ticinese nell’ambito dell’inchiesta denominata Ombra per un ingente traffico di cocaina dal Sudamerica all’Europa, con il Ticino a fare da base logistica. Si tratta della decima condanna in sei anni da parte di questa istanza sulla base delle indagini condotte dall’antenna luganese del Ministero pubblico della Confederazione, senza contare i corrieri sanzionati dalla giustizia cantonale.
Dopo il dibattimento tenuto lo scorso 13 marzo, di cui abbiamo riferito l’indomani, ieri la lettura della sentenza: un anno da scontare per infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti. Sentenza che ha quindi lasciato amareggiato l’imputato, il quale ha già scontato una pena di 4 anni e 3 mesi per altri traffici collegati e ora, se la condanna diventerà definitiva, potrebbe essere chiamato a tornare dietro le sbarre.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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