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Tra frequenze e sviluppi, oggi si celebra la radio
Redazione
3 anni fa
L'Associazione Museo della Radio e il suo presidente, Renato Ramazzina, raccontano la storia della radio, dalle prime scoperte di Marconi fino ai satelliti dei giorni nostri. Un viaggio in un mezzo che da decenni educa, informa e intrattiene.

È apprezzata in tutto il mondo per la compagnia, per l’informazione, ma anche per dare voce a comunità o minoranze. Stiamo parlando della radio, poiché nella giornata di oggi – 13 febbraio – si celebra la sua Giornata mondiale, adottata nel 2012 dalla Conferenza Generale dell’UNESCO. Per l’occasione, Ticinonews si è recato al Museo della Radio, sito nella Stazione radio del Monteceneri, leggendario impianto del 1933. Un luogo messo in piedi nel 2001 da una decina di ex dipendenti della PTT (Poste, telefoni e telegrafi). “Abbiamo capito, noi che eravamo in età avanzata, che questo materiale sarebbe andato tutto perso, e sarebbe stato un peccato”, spiega ai nostri microfoni Renato Ramazzina, Presidente dell’Associazione Museo della Radio. “Nella modernità di oggi, infatti, spesso la cultura fatica a imporsi sul profitto”.

L’importanza dell’avvento della radio in Ticino

Tra trasmettitori e altri strumenti, Ramazzina e l’Associazione raccontano la storia della radio, dalle prime scoperte di Marconi fino ai satelliti dei giorni nostri. Un viaggio in un mezzo che da decenni educa, informa e intrattiene. E che è importante ricordare, anche in Ticino, poiché il suo avvento è stata una rivoluzione. “Pensiamo al nostro cantone, con la sua Radio Monteceneri del 1933; una regione contadina, di gente che lavorava la campagna e la montagna”. In quel momento “arriva, assieme all’informazione, anche un mezzo tecnico che invoglia tanti giovani a capirne il funzionamento e così nascono i radioelettricisti e comincia tutto un altro mondo”.

“Un’informazione essenziale”

La direttrice generale dell’UNESCO ha oggi dichiarato che si celebra non solo la storia della radio, ma anche il suo ruolo centrale nelle società. Il 2024 è inoltre l'anno in cui si festeggia il centenario della prima trasmissione radiofonica in diretta delle Olimpiadi, alla vigilia dei prossimi Giochi di Parigi. Una pietra miliare che ci ricorda che, fin dalla sua creazione, questo mezzo è sempre stato con noi, riunendoci intorno a momenti forti ed emozioni condivise. “I primi passi, pochi ore al giorno di trasmissione, erano un’informazione essenziale, anche per tanta gente che dipendeva dal giornale, o dipendeva da chi sapeva leggere”, precisa Ramazzina. Nel 1933, infatti, “c’erano ancora persone che si arrangiavano come potevano a raccogliere le informazioni”.

"Un mezzo che ci accompagnerà sempre"

Secondo l’UNESCO a livello globale, nonostante la crescita di internet, la radio rimane il mezzo di comunicazione più diffuso (si stima che oltre 4 miliardi di persone la ascoltino). Questo anche perché raggiunge luoghi dove internet non c’è, ed è accessibile in situazioni di crisi. Un esempio arriva dall’Afghanistan: dopo la decisione di privare le ragazze afghane del diritto all’apprendimento, la stazione radiofonica Bergum ha iniziato a offrire corsi di alfabetizzazione. L’obiettivo della giornata di oggi è quindi anche quello di incoraggiare l’accesso alle informazioni e la libertà di espressione, promuovendo una radio che affronta sfide sempre più impegnative a causa delle piattaforme digitali, della censura e dei minori introiti. Secondo Ramazzina, però, è un mezzo che non può essere sostituito. “È impossibile, anche perché è accessibile a tutti, mentre ci sono dei mezzi che rimangono un po’ privati”. La radio, invece, “è un mezzo che in fondo arriva ovunque, per tutti, e che ci accompagnerà sempre”.

 

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