
Irina Adamova, figlia dell'ex ministro russo dell'energia atomica Ievgheni Adamov, riceverà dalla Svizzera 21'500 franchi quale risarcimento per le spese sostenute per difendersi dall'accusa di riciclaggio di denaro. Lo ha stabilito il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona dopo la conclusione, nel dicembre 2007, di un'inchiesta nei suoi confronti del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) durata circa un anno.Nel 2005 il Canton Berna aveva avviato un'inchiesta penale per riciclaggio nei confronti della donna, russa naturalizzata svizzera, in seguito a una segnalazione di una banca. In seguito il dossier era passato all'MPC, che a fine 2007 lo aveva archiviato per mancanza di prove. La procura aveva pure annullato il blocco dei conti della Adamova deciso nell'ambito dell'inchiesta.La donna aveva sollecitato il versamento di un indennizzo di 24'000 franchi per i costi giudiziari e di 42'000 franchi quale risarcimento e riparazione del torto subito, sottolineando di essere stata per circa tre anni sotto i riflettori. Il TPF ha parzialmente accolto la sua richiesta, accordandole 21'500 franchi per le spese sostenute per la difesa.Ha per contro respinto le pretese di un risarcimento per il torto subito: secondo la corte proprio l'avvocato difensore della donna aveva sovente fatto ricorso ai media nel corso dell'indagine. Inoltre il nome della Adamova è apparso spesso all'opinione pubblica ma principalmente in collegamento con la vicenda giudiziaria del padre, l'ex ministro russo Ievgheni Adamov arrestato in Svizzera ed estradato poi verso la sua patria, dove è accusato di presunte attività truffaldine fra il 1998 e il 2001.ATS
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