Cerca e trova immobili
Ticino
Tour, Challenger e Salone: troppo? A Lugano scoppia la polemica
Redazione
16 anni fa
Christian Valsangiacomo: “Con il Tour Lugano paralizzata". Lorenzo Quadri: "Non si può avere botte piena e moglie ubriaca"

Il troppo storpia? Il Challenger Lugano al Lido, Svizzeralogistica al Conza… e il Tour de Suisse a bloccare le vie della città. A Lugano questo fine settimana è stato il caos. E se commercianti e ristoratori hanno sicuramente approfittato della grande quantità di tifosi del ciclismo che s'è data appuntamento in centro per seguire Cancellara e la sua carovana, c’è invece chi punta il dito contro questa concomitanza d’eventi. Christian Valsangiacomo: "I vari dicasteri di Lugano coordino meglio le loro attività""Questo fine settimana al Conza è stato un disastro – accusa Christian Valsangiacomo della Franzosini di Chiasso, una delle ditte presenti al Conza per il Salone di Svizzeralogistica – e la colpa è del Municipio di Lugano che non ha assolutamente tenuto conto della concomitanza di tre eventi importanti come Challanger, Tour e Salone. Così è successo che il salone era vuoto e tanti espositori hanno perso soldi: secondo i nostro dati, tra tutto, circa mezzo milione di franchi. Quello che chiediamo a questo punto, visto che sarà difficile essere rimborsati, è perlomeno che i vari dicasteri di Lugano coordino meglio le loro attività”. “A causa del Tour Lugano era paralizzata”, aggiunge Valsangiacomo. “Per andare dalla Stazione di Lugano al Conza, venerdì pomeriggio, ci ho messo circa un’ora”. “E voglio concludere dicendo che la Città aveva tutto il tempo per organizzarsi al meglio, visto che la conferma che si sarebbe tenuta la nostra fiera ce l’avevamo già nel mese di marzo del 2009”.Lorenzo Quadri: "Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca"“Se si vogliono degli eventi di richiamo - replica il municipale luganese Lorenzo Quadri - bisogna calcolare che ci sono anche dei disagi. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”. “Però è chiaro - aggiunge - che i disagi ci sono stati e che per l’anno prossimo l’organizzazione verrà pensata in modo diverso”. E poi, praticamente: “Quello che ci può insegnare questa esperienza è che la chiusura del lungolago al venerdì pomeriggio non è da rifare”. “Ma non bisogna ingigantire i disagi: non è stato un disastro totale. La gente in centro c’era e il Tour ha creato un indotto economico. Ora bisognerà mettersi a tavolino e migliorare quello che non è andato per il meglio”. “Perché - conclude Quadri - la città è questa: ha le sue dimensioni, le sue vie d’acceso e i suoi limiti strutturali. E allora la domanda sorge spontanea: cosa vogliamo? Vogliamo le grosse manifestazioni, la pubblicità e l’indotto che possono portare o vogliamo la città vuota?”joe.p.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata